Museo Ricordi Ferroviari Cremonesi

Ripercorre la storia delle ferrovie cremonesi dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri. Realizzato dai soci del Dopo Lavoro Ferroviario sul piazzale della stazione, espone materiale proveniente dall’ archivio dell’associazione e da donazioni private, da depositi e magazzini. Pezzo forte è la bandiera sabauda utilizzata nell’inaugurazione dell’ampliamento della stazione nel 1928. Alle pareti, applique originali d’epoca provenienti da sale d’aspetto e una cassaforte della seconda metà dell’Ottocento della Società Ferrovie dell’Alta Italia, proveniente da Colorno. Il pannello espositivo della seconda sala, su cui sono appese le foto storiche, è concepito come il fianco di una carrozza ferroviaria, diviso in fasce di diversi colori a seconda dell’epoca cui si riferiscono le fotografie: verde fino al 1905, castano fino al 1967 e grigio ardesia per gli anni successivi. Da qui, varcata la soglia, inizia il viaggio della memoria tra convogli passeggeri, treni a vapore, trazioni di treni diesel ed elettrici, binari e traversine, vecchi telefoni da campo, biglietterie e antiche macchine obliteratrici. Non mancano ricordi di vecchie stazioni, sedili di legno con reggibagagli in ottone, reti e velluti, segnali, fischi e scambi, ticchettii di vecchi tachigrafi. E gli immancabili trenini elettrici.

Museo macchine a vapore Franco Risi

I colossi del Primo Novecento

 

L’esposizione è costituita da motori fissi, locomobili e locomotive stradali databili tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, impiegati per la trebbiatura del grano, l’aratura del terreno e la bonifica di terre paludose. Notevoli le realizzazioni Fowler, Marshall Sons & C. o Nichols & Sheppard, le locomobili Hofer SchrantzRichard Garret ed ancora Marshall o ancora il rullo compressore stradale Ruston Proctor, tutti restaurati da Franco Risi che dal 1980 iniziò a collezionare locomotive acquistandole in Italia e all’estero. Da questo colossale impegno è nato un vero e proprio museo della macchina a vapore, aperto a tutti, con mezzi perfettamente funzionanti. Esposta anche la locomotiva a vapore per binari a scartamento ridotto prodotta nel 1909 a Berlino in Germania per il trasporto di materiali in miniere, successivamente utilizzata nell’ambito della bonifica emiliano-romagnola. Di più contenuta dimensione, ma non meno interessanti, sono alcune locomobili da montagna, piccole macchine a vapore, in grado di essere trasportate anche in zone montuose. In particolare il modello realizzato nel 1912 a Bologna dalla ditta Italo Svizzera, del peso di 1,5 tonnellate con una pressione di esercizio di 7 bar.

Museo dei Trasporti Ogliari

Locomotive, tram, funicolari, carri e carrozze

A Volandia è annesso il Museo dei Trasporti Ogliari, una grandiosa collezione di tram, locomotive, funicolari, carri e carrozze un tempo di proprietà di Francesco Ogliari, avvocato e docente di Storia dei Trasporti. Fra le sue molte opere, lasciate in eredità, c’era il Museo Europeo dei Trasporti di Ranco (VA), sito sul lago Maggiore nei pressi della sua abitazione. Alla sua morte la famiglia ha donato la collezione Ogliari a Volandia. Tra i rotabili più interessanti presenti nello spazio espositivo esterno, le locomotive elettriche E.626 ed E.554 provenienti dalle Ferrovie dello Stato, la locomotiva a vapore CCFR 8 del Consorzio Cooperativo delle Ferrovie Reggiane (costruita da OMI Reggiane, azienda poi confluita nel gruppo Caproni), la locomotiva tramviaria a vapore N°4, rodiggio 0-2-0 della CNTC Rete Parmense, costruita da Breda nel 1892; completano l’esposizione alcune pregevoli vetture tramviarie provenienti dalla rete dell’ATM di Milano (tra cui l’unico, preziosissimo esemplare conservato di vettura tipo Edison) e molte vetture passeggeri, bagagliai e carri merci. Da segnalare anche diversi autobus e corriere che completano il percorso espositivo.

 

Museo Ferroviario di Primolano, Vicenza

Il sito museale sorge nella vecchi rimessa locomotive di Primolano (Vicenza), dove sono conservati un treno a vapore composto dalla locomotiva a vapore 880.051 (funzionante e in ordine di marcia) e un treno completo di carrozze e carri merci, oltre ad altri rotabili e locomotori presenti nel sito. La Rimessa Locomotive di Primolano è la sede operativa di questo Museo, ottenuta in comodato d’uso da Rete Ferroviaria Italiana nel 2009 dopo 25 anni di inattività: l’area comprende anche il fascio binari, l’edificio della Rimessa a due vie, la piattaforma girevole e il piano caricatore a nord dei binari di corsa. Pezzo forte è la vaporiera 880001 restaurata dall’Officina Lucato Termica di Castelletto Monferrato. Inviata in Piemonte nel novembre 2014, la centenaria locomotiva della Breda costruita nel 1916, è stata sottoposta alla completa revisione della caldaia e delle parti meccaniche  oltre alla ricostruzione e sostituzione di pezzi ammalorati e non più funzionanti. Per assicurare la piena godibilità turistica di questo treno, il convoglio dovrebbe essere immatricolato e messo in esercizio per collegare Valsugana e Valbrenta, da Primolano verso Bassano del Grappa e Pergine, con due carrozze d’epoca (anni Trenta e anni Cinquanta), già delle FS e la possibilità di agganciare uno o due carri merci atti al trasporto di bici per cicloturisti. Ma attualmente tale servizio non è disponibile perché manca un’impresa ferroviaria che possa immatricolare i mezzi per farli viaggiare sotto il proprio sistema di sicurezza. Al momento il tutto è visitabile come sede museale ed i mezzi, in alcune occasioni, percorrono brevi tratti all’interno dei binari del museo.

 

Museo ARST Cagliari Monserrato

Il Museo delle Ferrovie della Sardegna è un museo ferroviario situato a Monserrato, nei pressi della locale stazione ferroviaria e dei depositi ferroviari dell’ARST. Inaugurato il 12 dicembre 1996 su iniziativa dell’Ente sardo industrie turistiche (ESIT), è dotato di una superficie espositiva di circa 1000 , e contiene numerosi reperti relativi alla storia delle ferrovie secondarie in Sardegna. Il museo è suddiviso per aree: la prima comprende una sezione dedicata al materiale relativo alla fase di costruzione delle linee ferroviarie a scartamento ridotto della Sardegna. Una seconda area è dedicata al lavoro, agli utensili e ai macchinari impiegati nelle officine, mentre un’altra riguarda il funzionamento delle stazioni d’epoca, con le attrezzature utilizzate dai capistazione, oltre ai quadri orari e altra documentazione affine. Una quarta sezione riguarda l’area in cui è ospitato il materiale rotabile storico del museo: qui oltre a progetti, parti di vecchi rotabili e altro materiale, sono custodite le locomotive a vapore Winterthur 43 Goito del 1893 e Reggiane FCS 402 del 1931, oltre ad alcune carrozze d’epoca (tra cui le Bauchiero del 1911), utilizzate anche dai convogli storici del Trenino Verde. Proprio per questo motivo gli edifici del museo sono collegati al fascio binari del piazzale depositi della stazione.

Museo della Stazione di Tempio Pausania (OT)

La stazione museo di Tempio è una stazione ferroviaria al servizio del comune di Tempio Pausania, posta lungo la ferrovia Sassari-Tempio-Palau, utilizzata per i servizi turistici legati al Trenino Verde.  Nell’officina di stazione sono conservati rotabili storici e antichi macchinari d’officina, visitabili su richiesta. La stazione di Tempio Pausania è contemporanea della tardiva inaugurazione della ferrovia Sassari-Tempio risalente al 1931. Basato sul tradizionale modello della stazione di transito che rivolge il fronte principale all’abitato e si colloca parallelamente ai binari, l’edificio ha un prospetto scandito simmetricamente da cornici e aperture in perfetta corrispondenza con quello verso la strada ferrata, completato da una bella pensilina in ferro. La cura dei dettagli è evidente nell’uso dei mattoni in contrasto con l’intonaco e le parti strutturali in granito, nei dipinti delle lunette e nelle fasce geometriche che sottolineano le pareti, nelle scritte di servizio, negli arredi purtroppo non integralmente conservati.  È particolarmente importante la parte decorativa di Giuseppe Biasi, che eseguì le pitture per l’interno tra il settembre e l’ottobre 1931. I dipinti, in parte perduti, rappresentano scene di vita campestre, destinate alle pareti dell’atrio e a momenti di vita quotidiana per la sala d’aspetto di prima classe: tutti sono caratterizzati da ampie stesure di colore, sia cupo, sia vivace e brillante.

Museo ferroviario di Bronte (CT)

Nel 2016 nel deposito locomotive della Stazione di Bron­te è stato inaugu­rato dalla Ferrovia Cir­cum­et­nea uno spazio espositivo dei suoi ro­ta­bili storici. Un piccolo museo con locomotive e littorine pro­prio per rievocare la storia di questa Ferrovia e raccon­ta­re anche un pezzo di storia della zona Etnea. Ci sono le automotrici, dette «littorine» che per decenni hanno portato su e giù dall’Etna mi­lioni di pen­dolari e c’è la storica locomotiva a vapore del 1895, la N. 10 «Mascali» ribattezzata dai viaggia­tori “a Caffit­te­ra”, che ha trainato carri e vagoni con merci di tutti i tipi: legname pregiato e tra­versine ferroviarie lavorate nella seghe­ria della Ducea Nelson e tonnellate di pistacchi e mandorle, frutta, ortaggi, vini, prodotti  nelle verdi vallate dell’Etna e spe­diti a Catania o a Giarre per essere vendute nei mer­cati dell’isola o imbarcate verso rotte lon­tane. Non c’è possibilità di prenotare, né di telefonare preventivamente. Occorre recarsi in loco e chiedere al capostazione (compatibilmente coi suoi impegni) di poter effettuare una visita.

Museo del treno di Villarosa (EN)

Treno Museo dell’Arte Mineraria, Civiltà Contadina, Ferroviaria e dell’Emigrazione.

Gran parte degli oggetti custoditi presso il Treno Museo di Villarosa sono stati meticolosamente recuperati e restaurati in prima persona dal Capo Stazione, nonchè presidente, Primo David, al quale va il merito di aver allestito un vero e proprio museo all’interno di un treno (unico nel suo stile in Europa), trasformando di fatto un luogo di oblìo in un luogo di memoria per non scordare il dolore e la sofferenza dell’emigrazione, oltre alle atrocità della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale. A tal proposito, i vagoni merci allestiti a Museo, viaggiavano in composizione ad un treno che veniva usato dai nazisti nel 1943 per deportare gli ebrei da Roma a Trieste, presso la Risiera di San Saba, che fu l’unico campo di concentramento in Italia con annessi forni crematori, oggi monumento nazionale. La catalogazione di tutto il materiale museale è stata effettuata dalla  Sovrintendenza ai Beni Culturali di Enna, Sezione Etnoantropologica.

Museo ferroviario della Puglia AISAF, Lecce

L’A.I.S.A.F. Onlus e l’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Lecce, d’intesa con il Settore Attività Museale e Cultura Storica Ferroviaria delle FS, nel 1999 promuovono la realizzazione di una struttura museale ferroviaria a Lecce, come strumento di valorizzazione dell’area urbana e del territorio provinciale e regionale, grazie alle potenzialità culturali e di richiamo turistico di una iniziativa di questo tipo. I musei dei trasporti, e ferroviari in particolare, sono diffusi e apprezzati in tutto il mondo, ma costituiscono una rarità in Italia, in particolare nel Meridione (dove esiste solo il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, presso Napoli). L’ubicazione a Lecce di un Museo Ferroviario assume particolare significato per la presenza della più estesa rete ferroviaria concessa d’Italia (le Ferrovie del Sud Est), ricca di notevoli peculiarità testimoniabili con la conservazione di vecchi rotabili ancora esistenti e adatta a un nuovo uso turistico e didattico per cui il museo potrà essere valido punto di riferimento.
La sede individuata per il Museo è stata fin dal primo momento la ex Squadra Rialzo di Lecce, situata in Stazione sul lato opposto al fabbricato viaggiatori e costituita da due strutture affiancate, con accesso da Via Giuseppe Codacci Pisanelli e con binari ancora raccordati alla rete FS (poi RFI).

Museo ferroviario Galileo Nesti di Lastra a Signa (FI)

L’Associazione Ferrovieri ”Galileo Nesti” nasce a Signa per realizzare e gestire un originale esposizione di oggetti, foto e documenti d’epoca provenienti dal “vecchio mondo ferroviario”, con annessa biblioteca che tratta ampiamente gli argomenti in parola. L’esposizione di oggettistica dedicata a Galileo Nesti, primo presidente dell’associazione, raccoglie vecchi oggetti delle Ferrovie dello Stato riguardanti il periodo che va dall’800 a tutto il ‘900. Si trova a Signa nei locali ubicati sul primo marciapiede dell’ex stazione e concessi in comodato al Comune dopo la trasformazione in fermata dell’impianto. Raccoglie autentici reperti ed apparati di sicurezza dismessi, veri cimeli di forte interesse storico e tecnico-industriale, retaggio di quella preziosa ed affascinante storia dei treni e delle ferrovie in oltre 150 anni di attività. Particolare nel suo genere, l’esposizione è stata realizzata grazie all’interesse delle istituzioni locali ed all’esperienza e conoscenza del mondo ferroviario di persone che si sono dedicate con passione al paziente lavoro di raccolta e custodia del materiale in disuso, altrimenti destinato alla distruzione, in buona parte ripristinato nelle primitive forme e restituito alle sue antiche funzioni con il fine di valorizzare e divulgare quel patrimonio tecnologico-culturale insito nella storia delle ferrovie.