La Centrale Montemartini è uno straordinario esempio di riconversione in sede museale di un edificio di archeologia industriale, il primo impianto pubblico di Roma per la produzione di energia elettrica. La storia di questo museo inizia nel 1997 con il trasferimento nella centrale elettrica di una selezione di sculture e reperti archeologici dei Musei Capitolini. All’interno del Museo sono esposte le famose carrozze ferroviarie del Treno di Pio IX, risalenti al 1859.
Museo Ferroviario del Trasporto ATAC
Un giardino magico nel cuore della Capitale guarnito con palme e piante mediterranee.
Un’esposizione permanente di locomotori e tram storici restaurati e sottratti così al degrado del tempo e all’oblio della memoria; una testimonianza concreta, unitamente ai singoli loghi, delle diverse aziende di trasporto pubblico succedutesi negli anni: l’ultimo secolo per quanto riguarda gli spostamenti cittadini ma anche per gli altri, quelli che conducevano al mare, ai Castelli Romani, a Fiuggi e a Viterbo. Si presenta così l’embrione del Museo del Trasporto di ATAC S.p.A. circondato dalla Piramide Cestia, dal Museo della Liberazione di Porta San Paolo, dal Cimitero acattolico, dalla sede di ACEA e dal nodo ferroviario di Ostiense, a pochi passi dal Museo Montemartini, ulteriormente impreziosito dall’attigua stazione progettata dall’architetto Piacentini. Ingresso libero, aperto dal lunedì al giovedì, dalle 9:00 alle 16:00, il venerdì dalle 9:00 alle 13:00.
Possibile consultazione dell’archivio storico e dell’archivio fotografico previo appuntamento al n. 06-46958211-8207. Per informazioni e visite di singoli, appassionati, associazioni e/o scolaresche, contattare la segreteria ai numeri 06/46958212 – 06/46958207 oppure inviare una e-mail all’indirizzo polo.museale@atac.roma.it.
La Ferrovia Museo della stazione di Colonna
La Ferrovia-Museo della Stazione di Colonna (ex linea Roma-Fiuggi) è un museo di interesse locale, nato su iniziativa di un piccolo gruppo di privati che con un notevole impegno economico e la possibilità, seppur non determinante, di accedere a finanziamenti pubblici tramite la Provincia di Roma, ne curano il mantenimento e la fruizione al pubblico.
Le origini della linea risalgono al 1907, ma la sua realizzazione cominciò nel 1913.
Nel 1917, in piena guerra mondiale, senza cerimonia alcuna, fu aperta l’intera tratta della linea. La ferrovia rivelò la sua utilità per i collegamenti dei comuni dei Monti Prenestini e Simbruini, all’epoca serviti da scarse e insufficienti strade. Gli eventi della seconda guerra mondiale misero a dura prova l’efficienza della ferrovia, che cominciò a risentire della concorrenza dei trasporti su gomma.
L’inerzia della classe politica contribuì alla lenta agonia della linea ed alla sua fine; così è sparita per sempre un’opera d’ingegneria ferroviaria.
Dopo più di vent’anni di abbandono, ormai in stato di degrado, ad opera di un ristretto gruppo di privati, nell’area della stazione di Colonna sono stati ripristinati i binari che oggi ospitano una vasta collezione di rotabili storici; il fabbricato viaggiatori è il cuore del museo con la raccolta fotografica della vita in stazione, un’esposizione di oggetti ed attrezzature d’epoca e la fedele ricostruzione dell’ufficio del capostazione.
Oggi i 500 metri di binario di pertinenza sono gli unici rimasti dell’intera linea.
Il museo è visitabile su richiesta ed in occasione di mostre ed eventi pubblicati su questo sito e con
possibilità di visitare la mostra storica “Da Cassino a Roma – 70° anniversario della battaglia per Roma”.
L’esposizione museale è prevalentemente all’aperto e comprende rotabili e attrezzi.
Museo Civico Carrozze d'epoca
Si presenta come un viaggio nella Belle Epoque la visita al Museo Civico delle Carrozze d’Epoca a San Martino di Codroipo, un museo pubblico ed etnografico, situato a pochi passi da Villa Manin di Passariano, ubicato in una piccola frazione che si raccoglie attorno all’elegante complesso storico di Villa Kechler.
Il Civico Museo raccoglie ed espone la collezione Lauda – Antonio Lauda (Foggia 1925 – Codroipo 2000), un patrimonio di 44 carrozze dei secoli XIX e XX, con 9 cavalli realizzati a mano a grandezza naturale, in gesso e cartapesta, vari accessori da viaggio e finimenti per le diverse tipologie di attacco delle carrozze.
Il Museo espone carrozze a due ruote tra le quali un particolare modello per il rilascio della patente “a cocchieri presso famiglia”, alcuni modelli per il trasporto dei bambini, la carrozza del fattore o del veterinario, alcuni modelli per l’attività agreste ed una slitta “taxi” di fine Ottocento di origine bavarese.
La zona centrale dell’edificio accoglie ed espone all’ultimo piano, il piccolo museo del giocattolo d’epoca, un patrimonio di 350 esemplari di giocattoli, donazione di una collezionista veneziana.
Collezione Otello e Lucia Zanello
Una collezione davvero singolare quella realizzata da Otello e Lucia Zanello, insieme nella vita e nella passione per i mezzi storici, in particolare i trattori, nata dalla comune dedizione per l’agricoltura che è l’attività della famiglia nella ridente campagna friulana di Talmassons. Visitare questa retrospettiva è come fare un viaggio nello sviluppo industriale italiano, quello che ha permesso a migliaia di contadini di emendarsi dalla fatica fisica grazie allo sviluppo di tecnologie per la lavorazione dei campi. Nella collezione Zanello sono in mostra centinaia di pezzi, fra i quali Landini, Fahr, Pavesi, Same, Lamborghini, Deuz, Schluter. Da non perdere un colloquio con i fondatori, Otello e Lucia, entrambi molto accoglienti, competenti e disponibili con chi si riveli interessato alla storia dello sviluppo motoristico italiano.
Da vedere: in due grandi capannoni lo sviluppo dei mezzi agricoli nel corso del ‘900.
Collezione CRCS
CINGOLI E RUOTE PER CONOSCERE LA STORIA APS (CRCS APS), Associazione di Promozione Sociale con sede legale presso la ex Fortezza “Medio-Tagliamento” di Moruzzo (UD) e sede operativa presso l’ex caserma “Sante Patussi” di Tricesimo (UD), nasce nel novembre 2015 con lo scopo di riunire un gruppo di persone accomunate dalla passione per i mezzi militari e per tutto ciò che è tecnologia meccanica militare d’epoca con particolare riferimento al periodo della Seconda Guerra mondiale, ma non solo. In questa Collezione-Museo sono infatti presenti anche interessanti camion del ‘900, come Alfa Mille, Lancia Esadelta, Isotta Fraschini, oltre ad alcune auto e moto anteguerra.
Obiettivo di questa dinamica associazione, che è anche un club federato ASI, è la ricerca, il recupero, il restauro e la manutenzione di veicoli militari, artiglierie e qualsiasi altro materiale tecnologico di interesse storico-militare d’epoca. I mezzi sono protagonisti di un museo dinamico dove, oltre alla mostra statica questi possenti veicoli possono anche essere messi in moto e percorrere in sicurezza alcuni tratti all’interno degli ampi spazi della caserma Patussi che occupa 60 mila mq, oltre ad essere ammirati protagonisti durante mostre ed esposizioni sia statiche che itineranti.
Come succede in molte altre località d’Italia, anche questa caserma (di proprietà dei comuni di Tricesimo e Reana del Rojale) giaceva da molti anni in avanzato stato di abbandono e degrado, ma risultava particolarmente idonea per spazi e strutture di cui disponeva alle attività di recupero, restauro e manutenzione di mezzi militari. Il lavoro di riqualificazione, bonifica e disboscamento ha tenuto inizialmente impegnati per molti mesi i volontari del CRCS che con grande dedizione e molti sacrifici hanno permesso di riattrezzare l’area riutilizzando gli spazi per le attività associative. Il lavoro e la proposta progettuale di riqualificazione e valorizzazione dell’area presentata da CRCS alle Amministrazioni competenti è risultata vincitrice ed assegnataria dell’area.
La Collezione CRCS dispone di numerosi mezzi militari d’epoca (circa ottanta già restaurati, funzionanti e a disposizione, oltre 20 in preparazione/da restaurare) alcuni di proprietà dell’Associazione, i più dei singoli soci. Tra i veicoli e le artiglierie esposte la maggior parte in dotazione all’Esercito Alleato e dell’Asse ma non mancano veicoli della Prima Guerra mondiale e post bellici.
Tra le attività generalmente organizzate nel corso dell’anno vi sono le partecipazioni con i mezzi ai raduni di settore in tutta Italia e all’Estero, come la rievocazione dello sbarco in Normandia e dello sbarco in Sicilia, oltre che alle manifestazioni organizzate dalle Associazioni di ex militari nel territorio, alle produzioni cinematografiche e alle manifestazioni aperte al pubblico che annualmente l’Associazione organizza direttamente presso l’ex Caserma Patussi nel mese di settembre.
I volontari CRCS rendono “vivo” questo Museo con la loro presenza quotidiana e le accurate valutazioni storiche che precedono l’impegnativo lavoro di restauro in officina. E’ questo un esempio concreto e sicuramente da imitare perchè trasmette al visitatore -senza esibizioni ma con appassionata dedizione- uno dei precetti fondamentali di ASI: “Inseguire emozioni per certificare passioni”.
Recapiti telefonici per le visite:
Presidente: Alessandro Mindotti – 3472368350
Vicepresidente: Tiziano Prevarin – 3470864151
Facebook: CRCS onlus – Cingoli e ruote per conoscere la storia | Moruzzo
Civico Museo Diego de Henriquez
Il 28 luglio 2014 (è stata scelta come data simbolica) nel centesimo anniversario della dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia è stato inaugurato il nuovo Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”.
Qui il visitatore può trovare in definitiva sistemazione (e in più fasi), la grande collezione di mezzi, pezzi di artiglieria, strumenti, armi, uniformi, documenti, opere d’arte, fotografie e modelli. Una raccolta messa pazientemente insieme lungo tutta la vita da una delle figure più singolari del Novecento triestino, Diego de Henriquez, appassionato e tenace ricercatore di cose rare, non solo nel settore bellico ma anche in tutti gli altri campi nei quali si esercita l’ingegno umano.
Costituita da circa 15.000 oggetti inventariati, di cui 2800 armi, 24.000 fotografie, 287 diari (38.000 pagine), 12.000 libri, 2600 tra manifesti e volantini, 500 stampe, 470 carte geografiche e topografiche, 30 fondi archivistici, 290 documenti musicali, 150 quadri e un fondo di pellicole (250 documenti cinematografici conservati all’Istituto Luce di Roma) la collezione de Henriquez è diventata di proprietà del Comune di Trieste, che l’ha acquisita dagli eredi, nel 1983, e dopo varie vicende, dal 1999 ha trovato sede nella Caserma “Duca delle Puglie” dove in una prima fase sono stati trasferiti solo i mezzi e i pezzi di artiglieria pesante e, dal 2011, anche le raccolte di oggetti e documenti.
Nel febbraio 2012 è iniziato a cura dell’Area Lavori Pubblici – Servizio Edilizia Pubblica – il lavoro di ristrutturazione degli edifici 3 e 4 della Caserma “Duca delle Puglie” (comprensorio di oltre 23.000 mq di cui 11.000 coperti) che, terminato nello scorso inverno, ha permesso di disporre di un consistente spazio (circa 2600 mq) per l’esposizione delle collezioni nel nuovo percorso museale, per i servizi di consultazione della biblioteca, della fototeca e dell’archivio e per gli uffici. Altri 3500 mq saranno disponibili dopo la ristrutturazione, che sta per iniziare, di altri due hangar.
Echi di rombi lontani
ECHI DI ROMBI LONTANI
Museo/Laboratorio della Moto di Giorgio Kermac
Poco distante da Monfalcone, a Turriaco, a due passi dall’aeroporto di Ronchi dei Legionari, il triestino Giorgio Kermac ha realizzato nell’elegante Villa Sommariva il ‘Museo Laboratorio della Moto’ che porta un nome evocativo: ‘Echi di rombi lontani’.
All’interno troviamo undici Moto Bianchi, oltre a Sertum, Honda, quattro Triumph, quattro Moto Guzzi, quattro Norton, Simplex, BMW, BSA, Harley Davidson, Laverda. Alcuni modelli sono da competizione. Del resto Kermac le corse le ha nel sangue perché dopo essersi diplomato come macchinista all’Istituto Nautico di Trieste, l’anno dopo ha conseguito il diploma di motorista all’Istituto Ferrari di Maranello. E’ rimasto poi alla Ferrari per un anno e mezzo come motorista nel Reparto Corse, per ritornare nella sua Trieste nel 1972, quando ha aperto la sua prima officina.
Noto preparatore,crea la scuderia “Mosport Formula Racing’ che diventa la prima realtà cittadina a fornire moto e assistenza a piloti locali e nazionali. Assiste famosi corridori e spazia dalle moto derivate di serie alle Grand Prix, alle Superbike, all’Endurance, collaborando con il team Rumi-Honda nella Superbike e Supersport e con la Hirt-Honda Segale nel Mondiale Endurance. Nel 1994 diventa responsabile tecnico allestendo la sede per l’importatore Kawasaki in Kuwait, dove si trasferisce per due anni. Rientra a Trieste nel 1996 ed è socio e responsabile tecnico della ”Mosport Engineering S.a.S.’ operante nella diagnosi e sviluppo moto.
Nel 2007, a conclusione di una lunga attività lavorativa, si trasferisce a Turriaco,dove fonda il suo museo perché «nascondere le belle moto, la loro storia e la tecnica, è un crimine», dice con un sorriso. Sulle pareti, molti poster documentano la storia dei mezzi esposti. Davanti ad ogni moto ed ogni documento che ne ricorda la storia Kermac ripete che «le moto con più valore sono quelle che hanno una storia dietro, altrimenti manca l’anima», Notevole la Bianchi 220 Sport 1934 con targa Pola italiana, splendido conservato come la sua storia, che venne sepolta per evitarne la requisizione.
Collezione Elio Brunelli
Una bellissima collezione di Moto Guzzi, dedicata al grande Augusto Farnetti. Il lavoro fatto da Elio Brunelli, collezionista di Forlimpopoli ed ex presidente della commissione manifestazioni moto ASI, è un omaggio alle opere della Casa di Mandello del Lario e a uno dei più grandi esperti mondiali di moto d’epoca.
Nei 650 mq del museo il visitatore può apprezzare le moto realizzate dalla Moto Guzzi tra il 1930 e il 1970. Un insieme unico: tutte sono restaurate e omologate ASI. Ognuna di esse ha un cartello con il nome del modello e l’anno di costruzione. Il tutto in un ambiente nel quale sono state raccolte anche molte illustrazioni d’epoca e documentazione varia.
Anche gli appassionati di Lambrette possono trovare dei motivi per visitare la struttura: c’è infatti una sala nella quale sono esposti numerosi esemplari dello scooter realizzato a Lambrate. Non mancano inoltre alcune Ducati e la ricostruzione di un celebre distribuzione di benzina dell’epoca.
Tra le curiosità anche quella di un’officina meccanica della zona, specializzata in Moto Guzzi.
Museo Ferruccio Lamborghini
Il Museo Ferruccio Lamborghini è stato recentemente trasferito dalla sua prima sede ferrarese (Dosso di S. Agostino) in un nuovo spazio polifunzionale – denominato Forum Tonino Lamborghini – situato in un ex-stabilimento Lamborghini di Argelato, a pochi chilometri dal centro di Bologna e nel pieno della Motor Valley.
Nel 1995 fu inaugurato il primo Museo Polifunzionale Ferruccio Lamborghini accanto allo stabilimento della Lamborghini Calor, immerso in quella campagna ferrarese che diede i natali a Ferruccio. Dopo 19 anni e migliaia di visitatori da tutto il mondo, il figlio Tonino Lamborghini, con lo spirito imprenditoriale e d’avanguardia che contraddistingue ogni suo progetto, ha deciso di avvicinare il Museo alla città di Bologna e di dare ancora maggior risalto alla storia di suo padre, genio della meccanica e Cavaliere del lavoro, dedicandogli un nuovo spazio espositivo.
Il Museo raccoglie tutta la produzione industriale dell’ing. honoris causa Ferruccio Lamborghini: dal primo trattore Carioca con cui ha dato il via nel 1947 al suo gruppo industriale passando per i primi trattori cingolati fino ai modelli degli anni ‘70; dal prototipo della 350GTV alla 400GT; dalla mitica MiuraSV personale di Ferruccio all’avveniristica Countach; dagli esemplari di Jarama ai prototipi di Jalpa; dalle Urraco alla Espada con apertura ad ali di gabbiano che ha ispirato l’auto del film “Ritorno al futuro”; l’offshore Fast 45 Diablo Classe 1 di 13,5 metri con motori Lamborghini 11 volte campioni del mondo; uno splendido esemplare omologato di elicottero Lamborghini con doppi comandi; bruciatori, caldaie e sistemi di raffreddamento Lamborghini; la famosa “Barchetta” costruita da Ferruccio per partecipare alla Mille Miglia del 1948; la ricostruzione del primo ufficio personale di Ferruccio alla Lamborghini Trattori con suoi oggetti personali; uno spazio dedicato ad altre auto e moto di quel periodo in un contesto di comparazione; riconoscimenti ufficiali e foto dell’epoca per ricordare non solo le vicende di Ferruccio, ma anche quelle della famiglia Lamborghini e di migliaia di persone che hanno ruotato attorno a lui.
Il nuovo e poliedrico museo racchiude anche un’ala dedicata all’esposizione di prodotti di design industriale degli anni ‘50-‘70 e modelli di auto e moto di altri marchi storici del periodo di Ferruccio Lamborghini in un contesto di comparazione.
Un percorso emozionante che racconta la storia del mito del Toro celebre in tutto il mondo all’interno di uno spazio più ampio, appositamente studiato per l’accoglienza di un nuovo e più numeroso pubblico.