Collezione Sandroni

Esposizione di numerose motociclette da corsa, alcune delle quali appartenute a grandi campioni quali Pasolini e Saarinen, le Ducati di Bayliss e Capirossi e la moto di Valentino Rossi, concittadino del titolare Giuseppe Sandroni, con cui il campione di Tavullia ha partecipato al campionato italiano ed europeo. Oltre alle moto da Gran Prix, la collezione comprende varie Benelli, la più importante casa motociclistica marchigiana che si trova a pochi chilometri dalla questa interessante realtà museale.

Poltrona Frau Museum

Tra le particolarità del Trofeo Scarfiotti svoltosi a metà 2014 un ruolo di spicco ha avuto anche la visita al museo di un’eccellenza produttiva delle Marche: la Poltrona Frau. Azienda che ha un ruolo molto significativo anche nel campo degli interni delle vetture. Dopo aver seguito un percorso museale dedicato alla storia di quest’azienda i partecipanti sono stati accolti nella parte riservata al mondo dell’auto. Una stanza quadrata dove sono stati evidenziate le tappe principali dell’impegno dell’azienda in questo settore: dai rivestimenti dei sedili e della plancia della Thema 8.32 fino alle recenti realizzazioni per Ferrari, Fiat, Maserati e Volkswagen.

Progettato da Michele De Lucchi e costruito a Tolentino all’interno degli stabilimenti di Poltrona Frau il museo sa raccontare dall’interno la realtà di Poltrona Frau, i suoi cento anni di artigianalità, design, qualità e cultura della pelle. Uno spazio aperto al pubblico, volutamente studiato per diventare luogo d’incontro, di scambio e di riflessione e per accogliere tutte le persone che ogni anno visitano gli stabilimenti. Designer, architetti, studenti, giornalisti e clienti di tutto il mondo. Un museo che per Poltrona Frau vuole rappresentare un omaggio al proprio territorio dove la lavorazione della pelle è una tradizione consolidata. Un’eccellenza del made in Italy che in questo distretto trova la sua origine ed è riconosciuta in tutto il mondo.

Museo BMW Tullo Pezzo

Un Museo con la BMW nel cuore

Vicino a Mantova auto e moto della Casa bavarese

La BMW come punto d’onore e come primo amore. E’ il filo conduttore del Museo BMW Tullo Pezzo di San Giorgio Bigarello di Mantova, dove la famiglia Pezzo porta avanti da lunghi anni la cura, il restauro, la conservazione e la vendita dei modelli firmati dalla casa tedesca. BMW è l’acronimo di Bayerische Motoren Werke (Fabbrica Bavarese di Motori) fondata a Monaco di Baviera nel 1917 per costruire motori aerei destinati all’impiego bellico nella Prima Guerra Mondiale. Appassionato ed esperto di aeronautica era anche Tullo Pezzo, che nel 1964 avviò la concessionaria BMW di San Giorgio Bigarello, una delle prime in Italia. Erano gli anni del cosiddetto “miracolo italiano”, della crescita verticale della nostra economia, con l’automobile destinata a diventare bene di massa e non a restare un privilegio per pochi. “Durante la Seconda Guerra Mondiale nostro padre aveva sviluppato una buona formazione tecnico-meccanica applicata ai motori aeronautici che si rivelerà preziosa negli anni a venire”, raccontano i figli Davide e Riccardo che insieme ai nipoti Nicolò e Edoardo, rappresentano la seconda e la terza generazione della famiglia. Piano piano, come spesso capita a chi ama il proprio lavoro, la memoria dei padri ha chiesto ai figli ed ai nipoti di essere rappresentata. Nel 2005 è nata così la bella collezione che annovera una ventina di auto e quindici moto, tutte restaurate con cura grazie a una squadra di sapienti artigiani. La prima auto riportata allo stato d’origine è stata una 326 del 1938, acquistata da Tullo Pezzo agli inizi degli anni Ottanta. Molto impegno ha richiesto anche la 335 cabrio del 1939 che ha sfilato al concorso di Villa d’Este nel 2012. “Siamo andati a caccia di molte auto vendute a clienti ed amici di papà, le abbiamo racquistate e sottoposte a meticolosi restauri. Molte hanno conquistato la Targa Oro dell’ASI”, raccontano i fratelli Pezzo. Fra le molte auto in esposizione ci sono la 3000CSI e la 2002TI del 1972, la M3 del 1987 e una rarissima Z8, costruita dal 1999 al 2002, e venduta in numero limitato. Altra auto particolare è la Isetta la famosa microvettura prodotta dalla casa italiana Iso di Bresso dal 1953 al 1956 e successivamente, su licenza, dalla BMW, dal 1955 al 1962. Ancor oggi è considerata la prima automobile al mondo prodotta in serie a basso consumo di carburante, costruita per favorire la mobilità di un mondo che voleva muoversi, conoscere, viaggiare.

Museo Mille Miglia

L’idea del Museo della Mille Miglia nasce da un duplice progetto, che coinvolge anche l’antico monastero nel quale è situato. Può sembrare una locazione insolita per un museo dedicato al mondo dei motori, tuttavia conserva un particolare valore simbolico. Il complesso monastico di Santa Eufemia della Fonte, la cui fondazione risale al 1008, sorge alle porte di Brescia, non lontano da Viale Venezia, lo storico punto di partenza e di arrivo della competizione.

I fondatori del Museo, in seguito ad accordi presi col Comune di Brescia, si sono incaricati di restaurare e di valorizzare, dal punto di vista storico, la struttura, per anni considerata degradata e di scarso interesse culturale.

La decisione di allestire il Museo in un edificio religioso, inoltre, è dettata dal fatto che il percorso Brescia-Roma-Brescia, scelto dai quattro ideatori della Mille Miglia – Aymo Maggi, Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini – non includeva casualmente la Capitale. Raggiungere la Città Eterna, significava compiere una specie di “viaggio dell’anima”, un “buttare l’anima oltre l’ostacolo”.

Ecco dunque che la scelta di collocare un museo dedicato al mondo dei motori, all’interno del monastero appare meno insolita.

L’obiettivo dei fondatori del museo è creare un luogo culturale interattivo, coinvolgente e aperto al dialogo con i visitatori, i quali sono accompagnati virtualmente attraverso l’intero tragitto della Mille Miglia da una passerella rossa, che rinvia alla Freccia Rossa, emblema della corsa, la quale separa da una parte le vicende storiche della corsa, dall’altra il racconto del costume del Novecento. Il carattere dinamico del museo è confermato anche dalla volontà di allestire dei laboratori permanenti, veri e propri centri di studio per i visitatori, uno dedicato all’epoca medievale, alla nascita e all’origine della struttura del sito monastico di Santa Eufemia, uno al panorama culturale del Novecento, uno interamente alla Mille Miglia, infine un laboratorio sulla cultura dell’automobilismo storico, con l’indicazione di tutti i centri specializzati dove far riparare le vetture d’epoca e reperire eventuali pezzi di ricambio ed un altro sarà dedicato alla presenza dell’automobile nel cinema del Novecento.

Il museo offre al pubblico la possibilità di ammirare i preziosi cimeli selezionati dall’archivio storico composto da 130.000 documenti significativi, e distribuiti lungo tutto il percorso in modo tale da consentire al visitatore di giungere al cuore della memoria storica dell’evento. La Mille Miglia, infatti, va oltre l’aspetto competitivo. In oltre trent’anni, ha svolto una funzione insostituibile per l’evoluzione dell’automobile, trattando con dovuto anticipo i temi che, adeguatamente sviluppati, avrebbero condotto alla realizzazione delle attuali utilitarie e alle Gran Turismo popolari in tutto il mondo.

Il materiale esposto è stato scelto con il fine di far comprendere come l’odierna tecnologia presente sulle vetture che adoperiamo, sia frutto dell’intelligenza di uomini che costruivano con passione autentica e che svolgevano con affiatamento il lavoro di équipe.

Ne sono testimonianza le due OM del 1929 esposte, nate dall’esperienza di semplici meccanici. Oltre ad esse, la 665 SS Corsa “Superba” e la 665 “Superba”, ma tra i marchi presenti si contano anche Alfa Romeo, BMW, Fiat, Maserati, Ferrari, Mercedes- Benz.

Il museo contiene anche l’Archivio della corsa, che conserva circa centotrentamila documenti, preservati da Renzo Castagneto e dai suoi collaboratori, nel periodo compreso tra il 1927 e il 1957, nelle diverse sedi dell’Automobile Club di Brescia.

La consultazione dell’Archivio Storico è permessa a ricercatori e professionisti direttamente presso il Museo, gli appassionati e i proprietari di vetture d’epoca possono richiedere anche per corrispondenza ricerche specifiche; inoltre tutti i documenti sono stati informatizzati e sono quindi fruibili in formato digitale grazie ad un motore di ricerca.

Galleria Storica Cantiere Riva

Il fascino della raffinatezza

La visita allo storico Cantiere Riva di Sarnico (BG) è un’esperienza immersiva ed emozionante in un luogo che esprime una dualità unica e intrigante, tra l’eleganza delle celebri “signore in mogano” e la magnetica bellezza dei nuovi Riva che sembrano arrivare dal futuro. Si inizia con la suggestiva proiezione di molti dei film nei quali è presente una barca Riva, partendo con “Mambo” del 1954 e arrivando ai giorni nostri. Il percorso prosegue nella galleria storica dove sono esposti i motoscafi da corsa prodotti nella prima metà del Novecento da Serafino Riva nonché quelli da diporto in mogano, prodotti nella seconda metà del Novecento dal figlio Carlo, che hanno cambiato per sempre la storia della nautica entrando nella leggenda. Da qui si passa alle linee produttive, dove si realizzano i motoscafi dagli 8 ai 20 metri, e dove si possono apprezzare la maestria e l’artigianalità tipiche di Riva. Il gran finale, che rimane negli occhi e nel cuore, è la visita alla mitica ‘Plancia’ che fu per molti anni l’ufficio di Carlo Riva, capolavoro assoluto di architettura e di design sospeso sul lago d’Iseo come la prua di una nave. Visite su prenotazione per gruppi di non meno di 20 persone e fino a un massimo di 40.

Museo delle Industrie e del Lavoro

L’area espositiva è interamente dedicata al tema dei trasporti ferroviari rappresentati dai veicoli storici del parco delle Ferrovie Nord, che a Saronno, vicino a Varese, hanno lo snodo più importante della loro rete. Accoglie i visitatori una storica tettoia Liberty, posta in origine all’ingresso della stazione di Saronno, dove faceva capo la prima tratta ferroviaria che partiva da Milano, inaugurata il 22 Marzo1879. Evento questo fondamentale che contribuì in modo determinante ad accelerare lo sviluppo industriale locale. Una carrozza d’epoca di 1°e 2° classe con i rossi velluti antichi, posta sotto la tettoia, è destinata all’accoglienza delle scolaresche per l’introduzione alla visita guidata ed ai successivi momenti di approfondimento dei diversi spunti forniti dalla visita. Vi sono esposti oltre che alcuni carri merci e veicoli di servizio anche il primo locomotore elettrico (1928) e una delle prime elettromotrici che con l’adiacente carrozza pilota formavano i primi convogli bidirezionali (1929).

Museo Storico Militare Lombardia

Nato dalla passione di Silvano Bettineschi Adamo Marelli, la collezione di questo museo raccoglie principalmente mezzi militari della Seconda Guerra Mondiale, In mostra anche cimeli ed oggettistica dell’epoca. Negli ampi spazi del museo, dislocato su due piani, sono esposti camion ed auto militari, fra i quali alcuni esemplari unici in Europa . Attraverso i mezzi esposti e le descrizioni tecniche e di utilizzo, è possibile documentarsi sulla storia della guerra, non solo attraverso le grandi battaglie ma anche ricostruendo le dure condizioni di vita dei militari impegnati al fronte.

Parco e Museo del Volo di Volandia

L’avviso è per tutti gli appassionati di volo in transito per la Malpensa: non perdetevi la possibilità – magari prima di imbarcarvi sul quadrireattore Airbus A 380 da 853 posti (l’aereo passeggeri più capiente del mondo) – di scoprire la struggente storia del volo. Una vicenda fatta di “geniacci”, di incredibili imprese, di enormi sforzi tecnici e da tanti personaggi grazie ai quali, oggi, possiamo volare con grande sicurezza, sconfiggendo immense distanze.

Sui 60.000 metri quadrati di superficie (coperti e scoperti) allestiti nei vecchi hangar delle Officine Aeronautiche Caproni, fondate nel 1910, sono state allestite cinque sezioni tematiche:  le forme del volo, l’ala fissa, l’ala rotante, l’area modellismo e la sezione il futuro del volo. Gli oltre 30 velivoli ed un migliaio di modellini in esposizione permettono di conoscere l’affascinante mondo dell’aviazione, con un’attenzione particolare alle aziende che hanno segnato la storia aeronautica varesina e mondiale. La collezione ospita aerei ed elicotteri rappresentativi di tutta la storia, dal ‘900 a oggi. Imprese locali come la Caproni, la SIAI Marchetti, la Macchi o l’Agusta la fanno da padrone.

Pezzi forti della collezione sono il Caproni Ca.1, unico esemplare simbolo del volo pionieristico italiano.

Oltre ai velivoli ed elicotteri esposti ci sono anche le “chicche” delle mostre “Lombardia con le ali – 100 anni di industrie aeronautiche” e di tutti i personaggi importanti per il mondo dell’aviazione.

La sala finale non poteva non essere dedicata all’ultimo gioiello tecnologico prodotto dalla AgustaWestland : il convertiplano BA 609, perfetta “fusione” tra il volo verticale e orizzontale.

Il divertimento è anche per le nuove generazioni: il Parco e Museo del Volo è dotato di ampie zone coperte e scoperte dedicate ai bambini, con attrazione per ogni fascia d’età: pista di decollo con aerei cavalcabili, giochi interattivi, sala Lego ed aree attrezzate per attività ludiche e didattiche.

Museo Cifa

Nel 2013, per celebrare gli 85 anni di storia aziendale, CIFA ha realizzato un museo-showroom che ha l’arduo compito di condensare in alcuni metri quadrati la storia dell’azienda, dei suoi prodotti e delle innovazioni apportate al mondo delle costruzioni in calcestruzzo.

L’accesso al museo avviene attraverso un tunnel vetrato che permette al visitatore di iniziare a conoscere la storia dell’azienda grazie ad una serie di pannelli fotografici che raccontano l’evoluzione dell’azienda attraverso l’evoluzione dei suoi prodotti e i protagonisti principali delle varie epoche. L’esposizione dei pannelli prosegue anche all’interno intersecandosi con il racconto di alcuni eventi storici rilevanti che accadevano, in Italia e nel mondo, duranti gli anni della crescita della CIFA.

Sul lato opposto l’esposizione dei pannelli racconta l’evoluzione del lavoro in cantiere attraverso le opere infrastrutturali più importanti realizzate con attrezzature CIFA, in varie epoche. Nell’area espositiva, al centro, sono posizionate due macchine d’epoca: una delle prime autobetoniere modello Transmixer 800 del 1967 e la prima pompa per calcestruzzo AP50D del 1970. Inoltre, sempre al centro, è posizionato un plastico che, in miniatura e con dei modellini di prodotto, richiama l’attuale gamma Cifa e Zoomlion, perfettamente integrata e complementare in tutti i segmenti delle macchine da costruzione.

Sul fondo è presente anche una sala multimediale dotata di schermi che propongono vari filmati riguardanti le caratteristiche innovative dei prodotti più recenti (la betoniera ibrida Energya E9, l’evoluzione della gamma Carbotech ed un video per la presentazione di tutta la gamma prodotti).

Infine, un video “company profile” che descrive in breve i numeri di Cifa e della sua integrazione con Zoomlion e un altro video “tributo” al lavoro dei dipendenti, vero cuore dell’azienda che, insieme alla tecnica, sono capaci di costruzioni complesse e affidabili.  Completano l’esposizione una sezione di braccio di distribuzione in carbonio e alcune teche e quadri che illustrano i metodi di progettazione utilizzato dai tecnici nel passato e nel presente.

Collezione Marco Fumagalli

Un amore di gioventù per la Vespa
Seregno (MB)

Cosa vuoi come regalo? Tutto comincia così. Promosso alla maturità un diciottenne Marco Fumagalli esprime il desiderio di avere una Vespa 50 Special Revival. E’ il 1991, il mercato è dominato dai primi scooter automatici, ricchi di materie plastiche e poveri fascino. La Vespa resta invece com’era: telaio in lamiera e comando del cambio al manubrio. Insomma, era controcorrente. Dunque, nulla di più attraente per un ragazzo. Con il passare del tempo, Marco inizia a conoscerla meglio, nella sua semplicità essenziale. Raccoglie molti modelli, alcuni più rari e ricchi di storia, altri meno noti ma comunque affascinanti per quello che rievocano, la storia dell’Italia. Dopo essere stato “punto” dalla Vespa, il suo interesse si allarga a tutto quello che le ruota intorno, manuali, fotografie, memorabilia, trofei, giocattoli, documenti. Entrano così in collezione gli Ape, il Moscone, il Ciao. Grazie alla sua notevole competenza e sconfinata passione Fumagalli ho conosciuto molte persone, ed è per questo che accoglie sempre nuovi visitatori, su appuntamento. Frequentemente molti di questi, diventano amici, perché la Vespa, da sempre, svolge con naturalezza anche questo ruolo: abbatte le barriere, unisce le storie, genera e alimenta il salutare volano delle passioni.