Museo Pompieri di Selva di Cadore

Inaugurato in occasione dei cent’anni di fondazione del corpo volontario dei pompieri, raccoglie ed espone attrezzature ed equipaggiamenti d’epoca che narrano il valore e il coraggio dei vigili del fuoco volontari, veri angeli custodi delle comunità montane. All’interno, veicoli di soccorso, manufatti, attrezzatura, divise storiche, ed equipaggiamenti  usati dai vigili del fuoco in caso di incendi o altri interventi. Nei mesi di luglio e agosto vengono organizzate delle guidate tutti i giovedì dalle 18.00 alle 20.00. Selva di Cadore è situata in val Fiorentina, nell’alto Agordino, e rappresenta un’importante stazione turistica estiva e invernale.

Museo Nazionale dei Trasporti

Raccoglie interessante materiale ferroviario, locomotive a vapore, locomotori, carrozze, plastici elettrici, modelli, arredi interni di vecchie stazioni, insomma, un’amorevole ricostruzione del trasporto su rotaia del Novecento. Molti rotabili della collezione sono perfettamente funzionanti per la gioia di tutti i visitatori ed amanti delle ferrovie. Inoltre, l’Associazione Treni Storici Liguria organizza ogni anno diverse uscite con locomotive a vapore, aperte al pubblico, in stretta collaborazione con Trenitalia. I passeggeri vengono trasportati in un’atmosfera d’altri tempi nella vicina Garfagnana. Il Museo, costituito nel 1986, aveva raccolto anche autobus e filovie che, dopo accurati restauri, avevano trovato ospitalità in locazioni diverse ma che oggi non figurano nell’area espositiva di via Fossitermi. E’ comunque ferma volontà dei soci rilanciare e salvaguardare questa sezione che, grazie alla sua particolarità, è tra le più consistenti e significative annoverando circa venti mezzi, la gran parte dei quali però in precarie condizioni.

Poltrona Frau Museum

Tra le particolarità del Trofeo Scarfiotti svoltosi a metà 2014 un ruolo di spicco ha avuto anche la visita al museo di un’eccellenza produttiva delle Marche: la Poltrona Frau. Azienda che ha un ruolo molto significativo anche nel campo degli interni delle vetture. Dopo aver seguito un percorso museale dedicato alla storia di quest’azienda i partecipanti sono stati accolti nella parte riservata al mondo dell’auto. Una stanza quadrata dove sono stati evidenziate le tappe principali dell’impegno dell’azienda in questo settore: dai rivestimenti dei sedili e della plancia della Thema 8.32 fino alle recenti realizzazioni per Ferrari, Fiat, Maserati e Volkswagen.

Progettato da Michele De Lucchi e costruito a Tolentino all’interno degli stabilimenti di Poltrona Frau il museo sa raccontare dall’interno la realtà di Poltrona Frau, i suoi cento anni di artigianalità, design, qualità e cultura della pelle. Uno spazio aperto al pubblico, volutamente studiato per diventare luogo d’incontro, di scambio e di riflessione e per accogliere tutte le persone che ogni anno visitano gli stabilimenti. Designer, architetti, studenti, giornalisti e clienti di tutto il mondo. Un museo che per Poltrona Frau vuole rappresentare un omaggio al proprio territorio dove la lavorazione della pelle è una tradizione consolidata. Un’eccellenza del made in Italy che in questo distretto trova la sua origine ed è riconosciuta in tutto il mondo.

Museo delle Auto della Polizia di Stato

Dalla primavera del 2004, in via dell’Arcadia, esiste il Museo delle Auto Storiche della Polizia di Stato, che s’inserisce nella “strategia” della Polizia di Prossimità. Il fine del museo è di raggruppare tutti i mezzi, precedentemente dislocati separatamente presso le Polizie di città diverse, che sono stati e sono tuttora strumenti indispensabili dell’attività del Corpo, per sollecitare la curiosità dei cittadini con veicoli rari e, come tali, facenti parte della cultura e della tradizione.

I visitatori possono apprezzare i modelli che hanno fatto la storia della Polizia, a partire dalla prima volante, la mitica Alfa Romeo 1900 nera del 1958, di cui fu elaborata una versione speciale, provvista di parabrezza blindato, tetto apribile e protezioni ai pneumatici anteriori; le vetture di rappresentanza OM 469 Sport del 1030, l’Alfa Romeo 6C 2300 del 1934, la Lancia Artena del 1939, i mezzi Dodge della Questura, con sirena installata sul parafango destro; la prima “Volante”, la mitica Alfa Romeo 1900 TI Super nera, uscita di fabbrica con il parabrezza anteriore sdoppiato blindato, tetto apribile e catenelle parapneumatici anteriori. Sono esposti, inoltre, vari modelli di Moto Guzzi, (Guzzino 65, Airone 250, Falcone 500), il Prinoth cingolato da neve per il soccorso alpino e la De Tomaso blindata del 1979 per i servizi di scorta.

Sicuramente non mancherà di attirare l’attenzione la gloriosa Ferrari nera 250 GTE, portata alla ribalta dagli audaci inseguimenti in cui si lanciò il maresciallo Armando Spatafora. Erano gli Anni Sessanta, l’opinione pubblica necessitava di risposte rassicuranti nei confronti dell’aumento di una criminalità sempre più avveduta, che, secondo quanto riportato dalle cronache di allora, riusciva a “seminare” la Polizia negli inseguimenti, grazie alla collaborazione di meccanici senza scrupoli che fornivano vetture truccate e potenti.

I malviventi cominciarono seriamente a temere il maresciallo Spatafora, di cui si narra che non temesse alcunché quando, a bordo del bolide nero di Maranello, inseguiva i criminali per le strade ancora sgombre di Roma, fino a lanciarsi giù per la scalinata di Trinità dei Monti, creando un avventuroso diversivo per alcuni turisti americani sul luogo.

Il mito di Spatafora e della sua grintosa vettura andò scemando fino a che, nel 1973, l’auto fu dismessa; tuttavia le grandi imprese del poliziotto continuano a vivere grazie ad alcuni film ispirati al suo personaggio. La vettura d’epoca guidata da Spatafora è affiancata da un’altra Ferrari, una F2003 di Formula Uno, campione del mondo in quell’anno.

Il Museo non si limita ad ospitare le numerose auto in dotazione alla Polizia dal 1930 ad oggi; infatti, gli ospiti potranno interagire, utilizzando postazioni predisposte e collegamenti ad Internet, per ampliare le loro conoscenze circa la Polizia di Stato.

L’area espositiva accoglie anche una postazione AFIS, della Polizia Scientifica e lo Spaid, che rilascerà istantaneamente, come ricordo al visitatore, una tessera con dati anagrafici e fotografia.

Di notevole impatto la sala tecnologica, in cui adulti e bambini avranno la possibilità di guidare un’auto della Polizia in un circuito stradale, competendo con le vetture delle Polizie Straniere, affiancata da una sala operativa in cui potrà essere vissuta l’esperienza dell’intervento a bordo delle volanti.

Per chi non potesse visitare personalmente il Museo, la Polizia ha pensato ad un sito internet che è articolato in modo tale da permettere una visita virtuale, infatti un “clic” sull’icona della telecamera consentirà di accedere alla zona prescelta e, adoperando lo zoom, si potrà addirittura vedere nel dettaglio e ad alta definizione, la vettura scelta, fino ad entrare nell’abitacolo per osservarne le particolarità.