Museo Vigili del Fuoco

Inaugurato in occasione dei cent’anni di fondazione del corpo volontario dei pompieri, raccoglie ed espone attrezzature ed equipaggiamenti d’epoca che narrano il valore e il coraggio dei vigili del fuoco volontari, veri angeli custodi delle comunità montane. All’interno, veicoli di soccorso, manufatti, attrezzatura, divise storiche, ed equipaggiamenti  usati dai vigili del fuoco in caso di incendi o altri interventi. Nei mesi di luglio e agosto vengono organizzate delle guidate tutti i giovedì dalle 18.00 alle 20.00. Selva di Cadore è situata in val Fiorentina, nell’alto Agordino, e rappresenta un’importante stazione turistica estiva e invernale.

Museo Storico dei Pompieri e della Croce Rossa Italiana

Oltre 2500 mq. con veicoli dei pompieri dalla fine del 1700 alla metà del 1900 oltre a divise, documenti, laboratori didattici. Il Museo dispone anche di aree ludiche e di laboratori didattici e si sviluppa in quattro in tutto i padiglioni che accolgono cinquemila reperti. All’interno vi è anche una sezione dedicata ai Vigili del Fuoco impegnati per anni nella controversa vicenda dell’Enichem e dei suoi numerosi incidenti. Obiettivo etico di questa realizzazione non è solamente la testimonianza storica ma anche la diffusione di una mentalità sociale più attenta alla sicurezza e alla salute, uno stimolo per la cittadinanza verso per la prevenzione e il senso civico, soprattutto nella direzione della piaga degli incendi estivi che sfregiano il territorio.

Centro Storico Fiat

Inaugurato nel 1963, il Centro Storico Fiat ha sede a Torino, in un edificio liberty che fu il primo ampliamento (1907) delle officine di corso Dante dove nacque l’azienda.

Fin dall’inizio è stato teatro di momenti importanti nella storia di Fiat: il primo risale al 4 maggio 1966 quando, nel salone centrale, Vittorio Valletta, una delle figure chiave nella storia ultracentenaria dell’azienda fondata dal Senatore Giovanni Agnelli, firmò l’accordo con l’URSS che portò alla costruzione di Togliattigrad.

Ora il Centro Storico ospita una collezione di automobili, cimeli, modellini e manifesti pubblicitari di artisti che copre l’intera storia dell’azienda. Dalla prima vettura, la 3½ Hp, all’impressionante “Mefistofele”, che nel 1924 batté il record mondiale assoluto di velocità. E poi ci sono il primo trattore, il Fiat 702 del 1919; l’autocarro 18BL, che motorizzò le truppe italiane nella prima guerra mondiale, la Littorina, protagonista del trasporto ferroviario a partire dagli anni Trenta e l’affascinante caccia G91, il velivolo disegnato da Giuseppe Gabrielli e poi adottato dalla NATO.

Il percorso di visita, in cui è possibile imbattersi in motori per navi, biciclette, frigoriferi e lavatrici “targati” Fiat, si snoda attraverso la ricostruzione di alcuni stabilimenti simbolo della storia aziendale e dei cambiamenti nel modo di lavorare.

Nello stesso edificio è presente anche l’archivio aziendale, consultabile su appuntamento: più di 5.000 m.l. di documenti cartacei, 300.000 disegni tecnici, 5.000 tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale, più di 6 milioni di immagini (stampe, diacolor, lastre e negativi), 200 ore di filmati storici. Di particolare interesse il fondo del progettista Ing.Dante Giacosa, il “papà” delle utilitarie – la Topolino, la 600, la 500 – che hanno motorizzato l’Italia.

Museo Storico Vigili del Fuoco

La Toscana, regione nota per i paesaggi ameni, i vini, il buon cibo e l’arte, ospita un museo che celebra un mestiere per cui ci vuole coraggio e altruismo, quello dei vigili del fuoco.
Non lontano da Montecatini, a Borgo a Buggiano, infatti, sono conservati alcuni particolari mezzi storici protagonisti di numerose missioni di salvataggio.
La collezione è contenuta da “Villa Bellavista”, uno dei più affascinanti edifici nobiliari della Toscana.
Un abbinamento che può sembrare un po’ insolito, ma non se si conosce la storia di questa struttura, che nel 1938 fu destinata dal Ministero dell’Interno all’Opera Nazionale Assistenza Vigili del Fuoco. Inizialmente è adibita a colonia elioterapica, per diventare ospedale militare durante la Guerra.
Nel 1950 l’edificio viene restaurato per renderlo idoneo al nuovo utilizzo di collegio permanente destinato agli orfani dei Vigili del Fuoco, fino a quando, nel 1968, a causa di problemi finanziari, viene abbandonato, fino a che il caposquadra Gian Piero Cappellini, col supporto della Direzione Generale e dell’Opera Assistenza, si impegna affinché la struttura possa ospitare una collezione di mezzi dei Vigili del Fuoco.
Nonostante le poche disponibilità finanziarie il progetto viene sostenuto ed oggi il Museo è una realtà che fornisce preziose testimonianze dell’attività dei Vigili del Fuoco.
L’esposizione comprende le pompe a cilindri in legno e rame azionate manualmente, realizzate tra il 1860 e il 1890, sostituite poi da quelle a vapore di fine Ottocento; questi strumenti erano abbinati ai carri a cavallo, provvisti di autobotte e scale.
La collezione fornisce uno spaccato del progresso tecnologico con i mezzi a motore, tra cui l’autocarro Fiat 15 “ter” del 1910, del Comando di Genova, un motocarro Moto Guzzi “Ercole” del 1952 equipaggiato con una botte sul pianale e i Fiat 640 negli allestimenti con scala meccanica e autopompa.
Sono inoltre esposti alcuni mezzi anfibi e barche come l’anfibio Fiat del 1970 proveniente dal Comando di La Spezia, la barca lagunare in legno del 1955 un tempo di proprietà del comando di Venezia e alcuni gommoni adoperati dagli americani durante la guerra.
Anche gli appassionati dell’aria sono accontentati, infatti il museo ospita un elicottero Augusta Bell AB 204 del 1970 del gruppo Elicotteri di Torino. Il Museo è ente

Museo del Fuoco e della Misura

Il percorso del fuoco e della misura.
Una singolare collezione privata di strumenti tecnici e antincendio.

Il piccolo museo prende forma all’interno dello studio professionale dei progettisti, con la duplice finalita’ di ristrutturare un vecchio magazzino di proprieta’ e valorizzare i circa 8.000 pezzi della collezione. La raccolta e’ stata nominata ‘Percorso del Fuoco e della Misura‘ per la particolarita’ degli oggetti in essa collocati – che richiamano l’attivita’ dei Vigili del Fuoco – ma anche in quanto rappresentazione metaforica della vita dell’uomo, fatta di fuoco e misura, perche’ piena di entusiasmi e delusioni superabili solo grazie all’equilibrio, alla misura, per l’appunto.

L’inaugurazione della struttura e’ avvenuta il 24 febbraio scorso nell’ambito della manifestazione ‘Incontro della Citta’ di Jesi con i Vigili del Fuoco’, dedicata al Prefetto Alberto Giombini, nato a Jesi e unanimemente riconosciuto come il creatore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Tra i pezzi in mostra, estintori di varie forme ed epoche provenienti da tutto il mondo, compassi del Settecento, amperometri, voltmetri, altri strumenti di misura e una preziosa bicicletta dei Vigili del Fuoco del 1923.

L’allestimento dello spazio destinato ad accogliere l’eterogeneo materiale della collezione e’ stato realizzato nella porzione di un edificio sito in prossimita’ del centro storico di Jesi, disposto in parte a quota di campagna e in parte seminterrato, la cui superficie e’ di circa 130 mq, distribuiti su un unico livello e con un’altezza media di 4 metri. Il progetto nasce dall’idea di creare nella sala principale un percorso a fasce a partire dal centro fisico del settore circolare, posto all’incrocio dei raggi perpendicolari, da cui hanno origine le direttrici dei due setti espositivi in vetro attraversabili, che si agganciano ed appoggiano alla parallela interna al perimetro curvilineo dell’edificio, anch’essa costituita da una serie continua di vetrine-contenitore.

Adattare il locale all’esigenza di esporre tanti strumenti, per la maggior parte molto pesanti e voluminosi, ha significato affrontare e risolvere differenti questioni: – creare uno spazio capiente ma allo stesso tempo fluido e visitabile senza disturbarsi o intralciarsi a vicenda; – dare vita a piu’ ambienti che identifichino settori distinti tra loro e sviluppati su piu’ livelli, per dare movimento a uno spazio – il museo tradizionalmente inteso – per sua natura statico.

Per ottenere questo effetto la fascia perimetrale e’ stata soppalcata ad un’altezza di circa 1,10 metri dal pavimento anche per consentire un’illuminazione naturale piu’ diretta; – progettare vetrine resistenti al peso degli oggetti ma parimenti leggere, permeabili, trasparenti e in armonia con la forma originaria del locale. Allo scopo sono state utilizzate barre modulari di alluminio verniciato di diverse sezioni assemblate tramite giunti, fornite di un sistema di illuminazione interna su cavi in rame; – in sintesi, realizzare uno spazio che trasmetta il paziente e appassionato impegno del suo ideatore.

L’allestimento della collezione privata del committente-progettista si e’ rivelato un progetto ambizioso e laborioso, che ha permesso di ricostruire l’attivita’ dei Vigili del Fuoco nonche’ di altri settori professionali legati al lavoro dell’uomo da cui derivano le attuali strumentazioni di uso quotidiano.

Museo Poltrona Frau

Tra le particolarità del Trofeo Scarfiotti svoltosi a metà 2014 un ruolo di spicco ha avuto anche la visita al museo di un’eccellenza produttiva delle Marche: la Poltrona Frau. Azienda che ha un ruolo molto significativo anche nel campo degli interni delle vetture. Dopo aver seguito un percorso museale dedicato alla storia di quest’azienda i partecipanti sono stati accolti nella parte riservata al mondo dell’auto. Una stanza quadrata dove sono stati evidenziate le tappe principali dell’impegno dell’azienda in questo settore: dai rivestimenti dei sedili e della plancia della Thema 8.32 fino alle recenti realizzazioni per Ferrari, Fiat, Maserati e Volkswagen.

Progettato da Michele De Lucchi e costruito a Tolentino all’interno degli stabilimenti di Poltrona Frau il museo sa raccontare dall’interno la realtà di Poltrona Frau, i suoi cento anni di artigianalità, design, qualità e cultura della pelle. Uno spazio aperto al pubblico, volutamente studiato per diventare luogo d’incontro, di scambio e di riflessione e per accogliere tutte le persone che ogni anno visitano gli stabilimenti. Designer, architetti, studenti, giornalisti e clienti di tutto il mondo. Un museo che per Poltrona Frau vuole rappresentare un omaggio al proprio territorio dove la lavorazione della pelle è una tradizione consolidata. Un’eccellenza del made in Italy che in questo distretto trova la sua origine ed è riconosciuta in tutto il mondo.

Museo Croce Rossa

Il Museo Internazionale conserva le testimonianze scritte, gli oggetti, i documenti che ricordano la nascita e lo sviluppo del Movimento della Croce Rossa ideato e concepito dal ginevrino Henry Dunant, nei momenti successivi alla battaglia di San Martino e Solferino ed al cospetto delle innumerevoli vittime del combattimento.

La struttura offre all’interesse del visitatore nella solennità delle ampie sale del palazzo, pagine di storia attraverso l’esposizione di mezzi per l’assistenza ed il trasporto dei feriti come lettighe in legno della seconda metà del 1800, ambulanze a motore del 1930, barelle, ferri chirurgici da campo, materiale da medicazione; un’ampia panoramica delle attività attuali della Croce Rossa con materiale fotografico e video; collezioni filateliche, documentazioni storiche di particolare valore, fra le quali il primo premio Nobel per la Pace ricevuto da Henry Dunant nel 1901 ed il testo originale del libro “Un ricordo di Solferino” scritto da Henry Dunant nel 1862.

L’interesse degli appassionati di veicoli storici si può concentrare sulle ambulanze allestite su Fiat 507 del 1929 e 521 del 1930. La prima è perfettamente funzionante, mentre la più “giovane” 521 avrebbe bisogno di cure amorevoli (e costose): ma, è risaputo, la Croce Rossa vive sul buon cuore di tutti noi e le priorità per un ente del genere sono altre.

Il Museo vuole essere un “ponte” fra la storia e la contemporaneità, per questo vengono organizzati, in spazi appositamente riservati, esposizioni temporanee o permanenti che documentino “l’odierno”, che si rivolgano all’emozionalità del visitatore. Perché duplice è il compito di questo Museo: la conservazione delle testimonianze storiche e il messaggio di solidarietà attiva che si sforza di trasmettere ai visitatori di ogni età, ma soprattutto ai più giovani, che sono il futuro dell’umanità.

Museo dei Vigili del Fuoco

Nata nel 1991 come Galleria Storica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, grazie alla determinazione dell’allora comandante Nicola Colangelo e di un piccolo gruppo di vigili, ha in seguito coinvolto quasi l’intero personale che all’epoca operava nel Comando, nella ricerca, nella sistemazione e nel restauro del materiale oggi esposto.

Nel 1994, un decreto del Ministero dell’Interno ha riconosciuto la Galleria Storica come sede espositiva permanente di rilevanza nazionale del Museo Storico dei Vigili del Fuoco.

Situata nel complesso monumentale del Palazzo Ducale di Mantova, una struttura rinascimentale di antichi edifici, l’esposizione offre una testimonianza dell’attività dei Vigili del Fuoco e dell’evoluzione della tecnica applicata ai macchinari e agli strumenti da essi adoperati nel prestare il loro prezioso e coraggioso servizio alla comunità.

Il museo si sviluppa su quattro ampie sale comunicanti, separate da grandi aperture ad arco e conserva mezzi e testimonianze dal XVIII al XX secolo. La prima sala ospita i mezzi più antichi, tra cui una pompa a mano del XVIII secolo, azionata dai cittadini volontari che partecipavano attivamente a domare gli incendi, una bicicletta dotata di manichetta e svariate moto, alcune con sidecar.

Nella seconda e nella terza sala sono sistemati automezzi storici, anfibi, autopompe, anche di grandi dimensioni. Interessanti le scale in acciaio, tra cui una lunga 26 metri in ottime condizioni, progettata dal tedesco Conrad Dietrch Magirus.

La quarta sala espone uniformi di varie epoche, gli antesignani degli odierni estintori, che contenevano sabbia al posto della schiuma, caschi di diversi paesi e periodi storici e, al centro della sala, addirittura un elicottero del ’56.

Lungo tutto il percorso museale sono inoltre disseminati molteplici documenti, quali fotografie ed articoli. A richiesta vengono anche proiettati dei filmati.

Museo Nazionale dei Trasporti

Raccoglie interessante materiale ferroviario, locomotive a vapore, locomotori, carrozze, plastici elettrici, modelli, arredi interni di vecchie stazioni, insomma, un’amorevole ricostruzione del trasporto su rotaia del Novecento. Molti rotabili della collezione sono perfettamente funzionanti per la gioia di tutti i visitatori ed amanti delle ferrovie. Inoltre, l’Associazione Treni Storici Liguria organizza ogni anno diverse uscite con locomotive a vapore, aperte al pubblico, in stretta collaborazione con Trenitalia. I passeggeri vengono trasportati in un’atmosfera d’altri tempi nella vicina Garfagnana. Il Museo, costituito nel 1986, aveva raccolto anche autobus e filovie che, dopo accurati restauri, avevano trovato ospitalità in locazioni diverse ma che oggi non figurano nell’area espositiva di via Fossitermi. E’ comunque ferma volontà dei soci rilanciare e salvaguardare questa sezione che, grazie alla sua particolarità, è tra le più consistenti e significative annoverando circa venti mezzi, la gran parte dei quali però in precarie condizioni.

Museo delle Auto della Polizia di Stato

Dalla primavera del 2004, in via dell’Arcadia, esiste il Museo delle Auto Storiche della Polizia di Stato, che s’inserisce nella “strategia” della Polizia di Prossimità. Il fine del museo è di raggruppare tutti i mezzi, precedentemente dislocati separatamente presso le Polizie di città diverse, che sono stati e sono tuttora strumenti indispensabili dell’attività del Corpo, per sollecitare la curiosità dei cittadini con veicoli rari e, come tali, facenti parte della cultura e della tradizione.

I visitatori possono apprezzare i modelli che hanno fatto la storia della Polizia, a partire dalla prima volante, la mitica Alfa Romeo 1900 nera del 1958, di cui fu elaborata una versione speciale, provvista di parabrezza blindato, tetto apribile e protezioni ai pneumatici anteriori; le vetture di rappresentanza OM 469 Sport del 1030, l’Alfa Romeo 6C 2300 del 1934, la Lancia Artena del 1939, i mezzi Dodge della Questura, con sirena installata sul parafango destro; la prima “Volante”, la mitica Alfa Romeo 1900 TI Super nera, uscita di fabbrica con il parabrezza anteriore sdoppiato blindato, tetto apribile e catenelle parapneumatici anteriori. Sono esposti, inoltre, vari modelli di Moto Guzzi, (Guzzino 65, Airone 250, Falcone 500), il Prinoth cingolato da neve per il soccorso alpino e la De Tomaso blindata del 1979 per i servizi di scorta.

Sicuramente non mancherà di attirare l’attenzione la gloriosa Ferrari nera 250 GTE, portata alla ribalta dagli audaci inseguimenti in cui si lanciò il maresciallo Armando Spatafora. Erano gli Anni Sessanta, l’opinione pubblica necessitava di risposte rassicuranti nei confronti dell’aumento di una criminalità sempre più avveduta, che, secondo quanto riportato dalle cronache di allora, riusciva a “seminare” la Polizia negli inseguimenti, grazie alla collaborazione di meccanici senza scrupoli che fornivano vetture truccate e potenti.

I malviventi cominciarono seriamente a temere il maresciallo Spatafora, di cui si narra che non temesse alcunché quando, a bordo del bolide nero di Maranello, inseguiva i criminali per le strade ancora sgombre di Roma, fino a lanciarsi giù per la scalinata di Trinità dei Monti, creando un avventuroso diversivo per alcuni turisti americani sul luogo.

Il mito di Spatafora e della sua grintosa vettura andò scemando fino a che, nel 1973, l’auto fu dismessa; tuttavia le grandi imprese del poliziotto continuano a vivere grazie ad alcuni film ispirati al suo personaggio. La vettura d’epoca guidata da Spatafora è affiancata da un’altra Ferrari, una F2003 di Formula Uno, campione del mondo in quell’anno.

Il Museo non si limita ad ospitare le numerose auto in dotazione alla Polizia dal 1930 ad oggi; infatti, gli ospiti potranno interagire, utilizzando postazioni predisposte e collegamenti ad Internet, per ampliare le loro conoscenze circa la Polizia di Stato.

L’area espositiva accoglie anche una postazione AFIS, della Polizia Scientifica e lo Spaid, che rilascerà istantaneamente, come ricordo al visitatore, una tessera con dati anagrafici e fotografia.

Di notevole impatto la sala tecnologica, in cui adulti e bambini avranno la possibilità di guidare un’auto della Polizia in un circuito stradale, competendo con le vetture delle Polizie Straniere, affiancata da una sala operativa in cui potrà essere vissuta l’esperienza dell’intervento a bordo delle volanti.

Per chi non potesse visitare personalmente il Museo, la Polizia ha pensato ad un sito internet che è articolato in modo tale da permettere una visita virtuale, infatti un “clic” sull’icona della telecamera consentirà di accedere alla zona prescelta e, adoperando lo zoom, si potrà addirittura vedere nel dettaglio e ad alta definizione, la vettura scelta, fino ad entrare nell’abitacolo per osservarne le particolarità.