Stellantis Heritage HUB

I prestigiosi marchi italiani

I locali dell’ex Officina 81 di Via Plava a Torino, uno degli storici impianti di produzione meccanica Fiat all’interno dello stabilimento di Mirafiori, ospitano dal 2019 Heritage Hub, lo spazio polifunzionale dove ha sede il dipartimento Heritage di Stellantis, incaricato della valorizzazione dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth.
All’interno di Heritage Hub trovano spazio tutti i servizi e i prodotti firmati da Heritage, oltre agli uffici del personale. Gli oltre 15.000 m² di superficie ospitano ed espongono trecento veicoli che raccontano la storia dello stabilimento di Mirafiori e dei marchi Fiat, Lancia e Abarth. Tra queste, sessantaquattro esemplari sono i protagonisti delle otto aree tematiche “trasversali” ciascuna delle quali ospita vetture di marchi ed epoche diverse che animano lo spazio espositivo di Heritage Hub: Small and safe – Style marks – Epic journeys – The rally era – Eco and sustainable – Archistars – Concepts and “fuoriserie” – Records and races -. Heritage HUB conserva inoltre circa cinquanta vetture Alfa Romeo e Jeep, una selezione di importanti motori automobilistici e aeronautici, sperimentali e di produzione ed auto d’epoca Fiat della collezione storica dell’Arma dei Carabinieri.
Stellantis Heritage Hub è uno spazio fluido e creativo ospitato in un edificio evocativo ed evoluto, dove interazione e connettività restituiscono uno sguardo attuale alla storia gloriosa di Fiat, Lancia e Abarth, i marchi più strettamente legati al territorio torinese, oltre alla milanese Alfa Romeo. L’ambiente ha mantenuto il suo fascino industriale. Pareti, pavimenti e il reticolo di pilastri sono stati restaurati con i colori e i materiali originali – diventando uno spazio polifunzionale fluido e creativo, moderno e stimolante, dove esprimere al meglio la missione di FCA Heritage: tutela, divulgazione e promozione del patrimonio storico dei marchi italiani di FCA.
Alzando lo sguardo si può ammirare la mostra sospesa sulla storia di Mirafiori, un percorso di pannelli fotografici e testuali che racconta le vicende più significative dello stabilimento attraverso una fruizione coinvolgente e intuitiva. La collezione è in fase di continuo arricchimento. Ne è un esempio l’esemplare della Fiat Nuova 500 elettrica presentato nel 2020 al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nei giardini del Palazzo del Quirinale e alcune Jeep, marchio un tempo di FCA e oggi di Stellantis.

 

Collezione Pietro Galtarossa

Le auto dei VIP del Novecento
Padova

Tutta colpa dei modellini Dinky, Corgi, Tekno, Solido e Mercury che gli regalavano in famiglia, dove tutti erano appassionati di automobili. Così nasce la passione di Pietro Galtarossa, padovano, classe 1954, che ha raccolto una sessantina di auto prestigiose, molte delle quali appartenute a personaggi famosi. C’è la Flaminia nera del comune di Venezia sulla quale viaggiava il patriarca Albino Luciani, salito al soglio pontificio nel 1978 col nome di Giovanni Paolo I, la Dodge Sport Suburban del 1956 appartenuta al principe Furstenberg, il padre di Ira, la Ford Thunderbird che guidava Adriano Celentano, la Maserati 3500 GT Touring della famosa attrice Miranda Martino. E tante auto di famiglia, mai vendute, e custodite in due rimesse, come Lancia, B24 Convertibile, Appia, Flavia, Fulvia. Fra le Alfa, una Giulia Sprint, acquistata dieci giorni dopo la nascita della figlia Giulia con l’idea di regalargliela quando avrebbe compiuto i 18 anni. Numerose le Fiat prima serie. Fra le auto americane, Ford Mustang Cabrio, Ford Fairlane, Chrysler Newyorker, Buick 1947 del corpo diplomatico americano e per lunghi anni dimenticata nei garages vaticani. Numerose anche le Mercedes e le Porsche. A rappresentare le inglesi ci sono Aston-Martin, Bentley, Humber, MG e Triumph. Curiosa la storia di una Jaguar EType coupè, sognata all’epoca degli esami di maturità, e fortunosamente ritrovata, proprio quella, trent’anni dopo.

Scuderia Traguardo

Museo di Amelia Collezione Traguardo.

Nel nome di Rinaldo Tinarelli rivive la passione motoristica della cittadina umbra di Amelia. La “Scuderia Traguardo” è parte integrante di “Amelia Motori” e quindi filiazione del “Magnete”, auto–motoclub amerino, un’associazione di grande vitalità. Amelia Motori–Scuderia Traguardo ha trovato una sede adatta alle sue iniziative: una vecchia concessionaria Fiat, in via Federico Zeri, che è stata riutilizzata, ristrutturata e trasformata in museo dei motori e nello stesso tempo in centro propulsivo, nella scia dell’attività dei soci del club “Il Magnete”. L’idea guida è quella di “sposare” la passione per i motori alla promozione turistica, affiancando ad auto e motoraduni d’epoca, iniziativa folkloristiche e di scoperta del territorio e delle sue particolarità artistiche, storiche, ambientali ed enogastronomiche. L’ex concessionaria, diventata a tutti gli effetti un polo multifunzionale, è ora sede di varie attività, prima fra tutte un’esposizione dinamica di mezzi d’epoca: auto e moto, ma anche mezzi agricoli. Dinamica in quanto si tratta di mostre che variano continuamente: ogni due mesi i mezzi esposti e le scenografie cambiano a rotazione, mentre ogni quattro mesi si realizza una mostra a tema specifico. I locali occupano circa 350 metri quadrati su due livelli. Al piano terra l’esposizione di mezzi d’epoca ma anche salone per conferenze; al piano rialzato, oltre agli uffici, una biblioteca per la consultazione di testi specializzati ed un mostra di modelli in miniatura. In uno spazio del salone è stata ricostruita una vecchia officina Fiat con grafica ed attrezzature originali. Non manca un ufficio di consulenza e disbrigo pratiche per vetture e moto d’epoca.

Collezione "Garage61"

Un semplice rimessaggio? Un museo? Neppure. L’idea base che ha ispirato il “garage 61” è tanto semplice quanto geniale: creare uno spazio a disposizione degli appassionati che vogliono condividere con altri la passione per i loro veicoli storici. Così è diventato realtà il primo museo d’auto d’epoca della provincia di Bolzano. La struttura e frutto dell’idea di due imprenditori di Appiano, Jurgen e Oswald Planner. Un vecchio magazzino edile ospita ora una delle concentrazioni di vetture storiche più interessanti di tutto il Trentino Alto Adige. All’interno dei locali è anche prevista un’area nella quale i visitatori possono sedersi e rilassarsi. La raccolta comprende ben 50 vetture, motociclette e accessori avari. Da segnalare la presenza all’interno del Museo della collezione privata “White Collection” ,Citroen ID 19, Jaguar E-Type coupè, Alfa Spider Touring 2600, Mercdes SL 230 “Pagoda”, Porsche 911 S, Porsche 928 S e Fiat 600 D.

Collezione Gianfranco Bisiccia

Auto, moto, biciclette, macchine agricole e attrezzi e manufatti utilizzati nell’agricoltura e nell’artigianato. Quella di Gianfranco Bisiccia è una collezione che racconta storia e tradizioni. Una raccolta che è frutto di 50 anni di attenzione verso il passato. La cura che il suo ideatore ha avuto per le cose che sono state utilizzate dall’uomo per coltivare la terra è stata tale da averlo spinto a raccogliere quanto non veniva più utilizzato dopo l’avvento dei macchinari a motore.
La collezione si compone di attrezzature e macchine agricole in uso nell’800 e 900 nelle campagne
per lo più dell’Italia Centrale e vanno dalle più piccole falci, zappe e coltelli alle più grandi trebbiatrici, sgranatrici e sgusciatrici e sfavatrici.
Le vecchie attrezzature agricole presenti nella collezione sono testimoni di tutto ciò che durante tutta l’attività agricola stagionale, poteva essere utilizzato per lo svolgimento delle varie fasi culturali. Non possono pertanto mancare: macchine semoventi e trattori, macchine operatrici per l’aratura, l’estirpatura, l’erpicatura, la semina, l’ archiatura, e la raccolta. C’è anche quello che veniva utilizzato nel vigneto e nella cantina, nella stalla e nel bosco.
Come detto all’inizio, completano la collezione auto, moto e biciclette degli anni ’20, ’30, ’50 e ’60.
La collezione non ha la presunzione di essere esauriente per quanto concerne il mondo contadino
ed artigiano delle Marche, ma rappresenta un significativo contributo alla conoscenza di quelle
realtà ormai perdute ed un invito a riviverle con emozione e spirito di riconoscenza.
Da anni sono Bisiccia è alla ricerca di Enti o istituzioni che possano mettere a disposizione locali idonei per la realizzazione di un museo pubblico dove tutto il materiale possa essere visibile dal pubblico, degli storici e delle scuole, che possono usufruire anche di una adeguata documentazione
storica. Si ricorda che l’intera collezione è supportata da un’opera libraria composta da 10 volumi, raccolti in tre cofanetti, per un totale di circa 4.000 pagine, che illustrano con foto, dati tecnici e notizie varie ogni elemento della collezione. Questi libri sono stati editi dall’Asi Service nel 2013 e sono acquistabili compilando l’apposito modulo su “La Manovella”.

Museo-Teatro della Mobilità

L’originale proposta del Veteran Car Team di Bolzano

Il Museo-Teatro della Mobilità di Bolzano nasce da un nuovo concetto di museo dove arte, musica e teatralità s’incontrano per dare vita ai ricordi del passato con lo sguardo puntato sul futuro in chiave reale o virtuale. Il percorso inizia con una culla in vimini di fine ‘800, prima tappa della nostra mobilità, per proseguire con una slitta da passeggio e una carrozzella, in stile pusterese. Una Chevrolet serie V limousine del 1926 inizia il percorso automobilistico, che prosegue con Fiat 503 Sport 1926, Bentley MKVI del 1951, Fiat 508C Cabriolet Viotti 1938, Ford A coupe’ del 1929, Lancia Appia II serie 1957, Fiat 1100 103H 1959, Innocenti IM 3 1966 ed altre ancora. Le quinte ricordano l’interno di un teatro, con le biciclette che portano verso il futuro grazie ai prototipi delle prime versioni elettriche della Frisbee, azienda Italiana leader dei velocipedi moderni. E ancora insegne, pompe di benzina e giocattoli ci fanno ritornare bambini insieme a numerosi libri e riviste. A conclusione della visita, una sala cinema con tanto di poltroncine in legno per i secondi posti ed in stoffa per i primi posti, dal curioso nome “Teatro Concordia” per ricordare al visitatore il profondo legame che può scaturire dall’armonia, l’amicizia, la comune passione.

 

Museo Bonfanti-Vimar

Il Museo è stato fondato nel 1991 da alcuni tra i più rappresentativi soci del Circolo Veneto Auto Moto d’Epoca, un gruppo di amici legati dalla passione per le auto, che da vent’anni inseguivano il sogno di raccogliere i loro gioielli a quattro ruote in una struttura che fosse qualcosa di più che una statica autorimessa, che si potesse distinguere dalle altre, viva e in grado di comunicare emozioni. La singolarità di questo museo è accresciuta dall’edificio in cui è collocato, una struttura architettonica, disposta su due piani, che presenta soluzioni originali per forma e spazi interni. È l’unico museo europeo del settore ad allestire mostre monotematiche semestrali, che, in autunno e in primavera, rinnovano le tematiche contemplate e propongono argomenti sempre diversi e stimolanti, inerenti agli aspetti tecnici, sportivi, sociali. Le collezioni presentate al pubblico rendono questo museo piuttosto dinamico e versatile, in grado di andare incontro alle più svariate esigenze dei visitatori.

Tra le mostre di successo si ricorda quella intitolata “Spider: aspettando la primavera”, in onore dell’auto dei sogni per antonomasia, quella che fa desiderare appunto la primavera per potersi sentire liberi con la brezza tra i capelli. Il museo ospitò ben trenta esemplari di questa vettura sportiva, dalla mitica Alfa Romeo 1750 GS Zagato del 1931, resa famosa dalle vittorie di Tazio Nuvolari, all’intramontabile Fiat Balilla Coppa d’Oro del 1933, ripercorrendo la storia di queste grintose vetture fino ai giorni nostri.

Per le continue proposte culturali, al Museo dell’ Automobile “Bonfanti-Vimar” è stato assegnato il trofeo di miglior museo europeo della motorizzazione nel 1999, 2000, 2001 e 2004 e 2007. Un vanto per l’intera Regione.

Di grande successo anche la rassegna dedicata alla Touring, la carrozzeria milanese che per ben quarant’anni, nel periodo che va dal 1926 al 1966, rappresentò una delle più prestigiose firme del settore, a cui si deve la creazione di auto storiche come l’Alfa Romeo “Villa d’Este” del 1949 e la contemporanea Ferrari “Barchetta”.

Il polo museale è provvisto di un fornito archivio, al cui interno se ne trova uno unico, in via di ampliamento, definito “Archivio Veneto”, che raccoglie numerose informazioni in merito a pionieri, progettisti, aziende, priorità, piloti, manifestazioni svoltesi nella regione veneta dal 1880 circa e che vanta consultazioni illustri, che includono riviste specializzate, giornalisti e Case automobilistiche.

Usufruendo dei Fondi Europei, il museo ha organizzato una serie di Corsi per restauratori di auto d’epoca, gli unici sino ad ora svolti in Europa, e vanta, sin dalla sua fondazione, una proficua collaborazione con l’Università di Padova, grazie alla promozione di visite e lezioni.

Collezione Marchiori

Oggi i moderni mezzi di trasporto e le autostrade permettono di accorciare le distanze raggiungendo in giornata città lontane fra loro diverse centinaia di chilometri.

Non era così nel Novecento quando i grandi trasporti venivano assicurati da imponenti camion che, già nel nome, rivelavano la forza e la potenza di cui erano capaci, come l’OM Titano del 1937 o il Fiat 634 80 HP dello stesso anno denominato ‘Carnera’, con chiaro riferimento al pugile friulano Primo Carnera, noto come ‘Gigante buono’, il primo italiano a conquistare un titolo mondiale di pugilato il 29 giugno 1933, quando si aggiudicò l’ambito trofeo dei pesi massimi.

Nella Collezione Marchiori questi ‘Giganti dell’Asfalto’ sono conservati e custoditi con grande cura per testimoniare, con l’imponenza della loro stazza, quanto fossero impegnativi i trasporti nel secolo scorso.

Dal lavoro di famiglia, ossia l’estrazione, la lavorazione e il commercio di ghiaia, pietrisco e sabbie da costruzione con proprie cave ed attività connesse ai trasporti, alla quale nel tempo si è affiancata l’attività di produzione di conglomerati bituminosi e la costruzione di opere stradali, idrauliche, fognarie ed affini, la famiglia Marchiori ha conservato alcuni veicoli come i citati OM Titano, nelle due versione autobotte e cassone, il Fiat 634, il Fiat 666 del 1942, il Fiat 666 N7 del 1952 ed altri ancora.

Dai camion è poi germogliata una raffinata collezione di auto fra le quali brillano due Alfa Romeo 6C 2500SS in condizioni da concorso, Alfa 1900 Sprint Superleggera, due Fiat 522, Fiat 501 e Fiat 519 del 1925. E molto altro ancora…

Collezione Sereno Pontoni

Una delle pochissime collezioni in grado di “narrare” la storia dei ciclomotori. Questa raccolta, iniziata nel 1985, comprende soprattutto veicoli la cui cilindrata è compresa tra i 38 e i 50 cm3, sia a due tempi sia a 4 tempi (la cubatura maggiore è però di 200 cm3).
In 30 anni Sereno Pontoni ha fatto un sapiente lavoro di ricerca, fino a giungere a conservare nel suo garage 170 ciclomotori. Le nazionalità di questi veicoli sono varie: italiana, argentina, francese, tedesca, cinese, russa, inglese, austriaca e giapponese.
All’interno della struttura sono conservate anche alcune vetture, una passione che il collezionista ha incominciato a coltivare nel 1973 con l’importazione dall’Argentina della Ford A e di una Pontiac.
Negli anni successivi ha deciso di continuare a coltivare questa passione, acquistando in Italia ulteriori vetture d’epoca tra cui la Austin Princess del 1958, modello di auto che è stato utilizzato anche dalla Regina Elisabetta II d’Inghilterra. Quest’esemplare è stato acquistato in Italia, dopo che il precedente proprietario l’aveva importa dall’Inghilterra.