Collezione Riva Bellini

UNA VITA PER I MOTOSCAFI RIVA

I motoscafi Riva sono i più famosi e affascinanti al mondo. Lo sa bene Romano Bellini, che gestisce, con i figli Battista (che si chiama come suo papà, che fondò la Nautica Bellini oltre 50 anni fa) e Martina, un’azienda eccellenza nel settore della nautica da di porto a Clusane, sul Lago di Iseo – a pochi passi da dove i Riva nascono, a Sarnico – specializzata proprio nel rimessaggio ma soprattutto nella manutenzione e nel restauro di queste iconiche imbarcazioni (oggi anche di modelli di altri marchi), dai più piccoli particolari fino al fasciame completo dello scavo. Oltre a questo, presso lo stabilimento Bellini di Corte Franca, a pochi passi dalla bella struttura della Nautica, a Clusane, è visibile la più ricca e completa collezione di motoscafi Riva esistente, frutto della lungimiranza della famiglia, di Romano ma anche di Battista e Martina, nel mettere da parte, uno dopo l’altro, un esemplare per ogni modello della produzione dei tradizionali scafi in fasciame di mogano. Circa 20 esemplari, dal Riva Racer del 1929 (già Martini & Rossi) al più esclusivo dei modelli Riva, l’Aquarama di Ferruccio Lamborghini (1968) motorizzato con due motori V12 direttamente prelevati dalla produzione di vetture della Casa del Toro (Miura, in primis) in luogo dei tradizionali Chris Craft, passando per l’unico esemplare al mondo di Lancetta, del 1950, per il Sebino del 1954, il primo entrato in collezione e poi per Florida (1958), Ariston (1956), Olympic (1973) Super Ariston (1973) e l’iconica serie degli Aquarama, iniziata nel 1965 (sembra che il nome sia venuto in mente a Carlo Riva quando scoppiò la moda del “Cinerama”, sistema di proiezione che abbinava tre proiettori e fu quindi definito “cinema panoramico”, dal quale la crasi del nome). Il più particolare è quello che campeggia al centro della sala, personalizzato con tappezzerie firmate dall’artista contemporaneo Mr Brainwash (nome d’arte di Thierry Guetta, vicino agli ambienti più progressisti come Banksy e Keith Haring).
Un’esposizione imperdibile per tutti gli amanti dei Riva d’epoca che, per altro, è collocata nelle stanze sopra l’atelier, anch’esso visitabile, del dipartimento di restauro, dove si possono vedere in azione gli artigiani che riportano in vita queste straordinarie barche, mostrando i segreti e le tecniche di lavoro e toccando con mano ciò che sta dietro le quinte della rinascita di opere d’arte uniche. Oltre a questo è possibile vivere la Riva Aquarama Experience, il noleggio con conducente di un Aquarama sul Lago di Iseo.

Collezione Gian Luigi Trevisani

C’è chi venderebbe l’intera collezione pur di avere una Lancia Auelia B24, sogno di molti appassionati.

Gian Luigi Trevisani di Cesena non ne ha una soltanto, ma addirittura tre, in condizioni eccezionali, prodotte negli anni 1955 e 1957.

Partita dai modelli Ford T e Ford A, questa bella raccolta, custodita con amore in una struttura dedicata e ben illuminata, arricchita da suggestive decorazioni in grande formato appese alle pareti, si è in tempi successivi concentrata sui modelli Lancia, fra i quali spiccano una Lancia Lambda 1925 IV serie Torpedo, una Dilambda Torpedo 1930 carrozzata Gangloff, un’Aprilia 1937 Convertibile Stabilimenti Farina, un’Aurelia B20 1956, un’Aurelia B24S sia Spider che Convertibile ed una Flaminia Super Sport Zagato 3C.

Oltre a queste, Mercedes Benz 190SL, Fiat 501 due posti, Bugatti T57 Ventoux, Charles Richard 1912, Fiat 500A ‘Topolino’, Isetta, Jaguar XK140 e molte altre. Alvis 34, Mercedes 220 SE 1859 convertibile, Mercedes 350 SL e 380

Fanno parte della raccolta anche una Fiat 600 multipla, una Chrysler Town e Country del 1949, una Bentley S1, un’Aurelia B20 ricarrozzata Brussolo e un’Alfa Giulietta Spider.

Museo della bici di Pesaro

Pesaro vanta la “Bicipolitana”: 100 chilometri di piste ciclabili, un progetto nato nel 2005 che ha fatto scuola in Europa. Da questa realtà è nato il Museo della Bicicletta, voluto dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Matteo Ricci insieme a Daniele Vimini vicesindaco e assessore alla Bellezza e Mila Della Dora assessore alla Rapidità. Curato da Dario Corsi, il museo è stato inaugurato lo scorso 11 giugno da Valentina Vezzali, Sottosegretario con delega allo Sport.

Il Museo della Bicicletta racconta, con 40 bici da corsa, le gesta di ciclisti entrati nell’immaginario collettivo. Il progetto prevede che in futuro il museo accoglierà motociclette straordinarie tra cui la collezione Morbidelli, recentemente salvata dall’ASI e provvisoriamente collocata presso il Museo Benelli.

Attualmente il settore principale è dedicato alla storia del Giro d’Italia. Le didascalie in rosa ci ricordano i momenti salienti dell’epica competizione ciclistica mentre scorriamo con lo sguardo le varie biciclette che ci raccontano l’evoluzione dei modelli da corsa.

La “maglia rosa” autografata da Marco Pantani ed una bellissima scultura in bronzo di Fausto Coppi vanno a toccare punti nevralgici della nostra emotività. Due campioni italiani tra i più amati di sempre. La documentazione fotografica e le immagini in movimento ci fanno immergere nel clima del “giro”, quando l’Italia si fermava e soffriva vicino alla radio o davanti al televisore.

Il ciclismo è un fenomeno sociale che ha attraversato la storia d’Italia degli ultimi due secoli. Secondo alcuni potrebbe perfino aver scongiurato una “guerra civile”. Il 14 luglio 1948 ci fu l’attentato a Palmiro Togliatti. Era in corso il Tour de France ed il Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, telefonò a Gino Bartali chiedendogli di vincere il tour per scongiurare una sommossa popolare. Il giorno dopo Bartali dominò la tappa e alla fine, dopo aver recuperato più di 20 minuti all’idolo di casa Bobet, il 25 luglio trionfò a Parigi.

Ingresso gratuito.

 

Collezione Marco Fumagalli

Un amore di gioventù per la Vespa
Seregno (MB)

Cosa vuoi come regalo? Tutto comincia così. Promosso alla maturità un diciottenne Marco Fumagalli esprime il desiderio di avere una Vespa 50 Special Revival. E’ il 1991, il mercato è dominato dai primi scooter automatici, ricchi di materie plastiche e poveri fascino. La Vespa resta invece com’era: telaio in lamiera e comando del cambio al manubrio. Insomma, era controcorrente. Dunque, nulla di più attraente per un ragazzo. Con il passare del tempo, Marco inizia a conoscerla meglio, nella sua semplicità essenziale. Raccoglie molti modelli, alcuni più rari e ricchi di storia, altri meno noti ma comunque affascinanti per quello che rievocano, la storia dell’Italia. Dopo essere stato “punto” dalla Vespa, il suo interesse si allarga a tutto quello che le ruota intorno, manuali, fotografie, memorabilia, trofei, giocattoli, documenti. Entrano così in collezione gli Ape, il Moscone, il Ciao. Grazie alla sua notevole competenza e sconfinata passione Fumagalli ho conosciuto molte persone, ed è per questo che accoglie sempre nuovi visitatori, su appuntamento. Frequentemente molti di questi, diventano amici, perché la Vespa, da sempre, svolge con naturalezza anche questo ruolo: abbatte le barriere, unisce le storie, genera e alimenta il salutare volano delle passioni.

Collezione Luigi Amoretti

Quando piccolo è bello

A volte le grandi passioni nascono da un film, com’è capitato al veneto Luigi Amoretti che si è innamorato delle piccole Morgan guardando il film ‘Hollywood party’ con Peter Sellers. L’attore sfrecciava con quel curioso mezzo per le vie di Londra. Al film seguì la lettura approfondita di riviste inglesi. E’ stato così che Amoretti ha iniziato a correre avanti e indietro per l’Inghilterra per acquistarne una, e poi un’altra, e poi un’altra ancora, fino a raggiungere la rispettabile quota di sette Morgan ‘Three Wheeler’, alle quali si sono poi aggiunte altre piccole vetture come la Isetta prodotta in Italia del 1953, la Messerschmitt KR200 DEL 58, la Roquette del 1890, la Fundamobil del 1950 e la Velorex del 1951. Della collezione Amoretti fa parte anche una BMW Dixi Sport del 1928 recuperata ai confini con la Russia, della quale esistono solo pochi esemplari al mondo. A queste, sono state col tempo affiancate anche diverse Moto Guzzi, tra le quali i modelli Sport 13, 14 e 15, il V 500 bitubo, oltre ad una collezione di Laverda con la prestigiosa SFC superfreno Corsa, una Formula 500 più varie SF 750 e 1000 a tre cilindri. Da vedere anche alcune Maserati e la Ferrari 550 Maranello appartenuta a Luca Badoer.

Collezione Fabio Tretti

Una raccolta ispirata e ben documentata
Padova

Fra le auto di questa collezione una Giulietta SS pre-serie del 1959 ritrovata nel 1986 presso l’abitazione di un Ingegnere di Autodelta. In esposizione anche il prototipo Siata 750 Sport Motto presentato al Salone della Carrozzeria di Milano nel 1948. Gli esemplari successivi furono allestiti su telaio tubolare Gilco. Acquistata nel 1948 dal pilota Massimo Ferrazzi, partecipò a molte corse delle quali Tretti conserva documentazione. Dalla Curia di Aragona proviene una Fiat 1500B 6C del 1938, il cui innovativo design ispirò molte Case. Aggressive e sinuose la Fiat Dino Spider 1967 Pininfarina e la verde Porsche 911S. Molto rara l’Auto Union DKW 1000 SP Cabrio 1964. Fra le auto inglesi, una Jaguar EType 3 1963 disegnata da Malcom Sayer, vera meteora rispetto agli stilemi dell’epoca. Suscita simpatia la biancorossa BMW Isetta 250 del 1960 concepita dalla ISO di Bresso nel 1953 su progetto di Ermenegildo Preti. Iconica l’Autozodiaco Damaca, per anni dimenticata in una rimessa di Trapani. Emblematico il furgone Fiat 615 del 1956 ed elegante la Fiat Cuopè Ellena del 1964,  frutto del genio creativo di Luciano Pollo ed Ezio Ellena nel 1954, con il contributo iniziale di Mario Felice Boano, suocero di Ellena. Fra le moto, Macchi 125 N “Cigno” 1952, Ducati 175 “Cruiser” 1953, Motom 98 TS 1956, Parilla 98 “Slughi” 1957, Laverda 200 1956 e Aermacchi “Chimera”1956.

Collezione Pietro Galtarossa

Le auto dei VIP del Novecento
Padova

Tutta colpa dei modellini Dinky, Corgi, Tekno, Solido e Mercury che gli regalavano in famiglia, dove tutti erano appassionati di automobili. Così nasce la passione di Pietro Galtarossa, padovano, classe 1954, che ha raccolto una sessantina di auto prestigiose, molte delle quali appartenute a personaggi famosi. C’è la Flaminia nera del comune di Venezia sulla quale viaggiava il patriarca Albino Luciani, salito al soglio pontificio nel 1978 col nome di Giovanni Paolo I, la Dodge Sport Suburban del 1956 appartenuta al principe Furstenberg, il padre di Ira, la Ford Thunderbird che guidava Adriano Celentano, la Maserati 3500 GT Touring della famosa attrice Miranda Martino. E tante auto di famiglia, mai vendute, e custodite in due rimesse, come Lancia, B24 Convertibile, Appia, Flavia, Fulvia. Fra le Alfa, una Giulia Sprint, acquistata dieci giorni dopo la nascita della figlia Giulia con l’idea di regalargliela quando avrebbe compiuto i 18 anni. Numerose le Fiat prima serie. Fra le auto americane, Ford Mustang Cabrio, Ford Fairlane, Chrysler Newyorker, Buick 1947 del corpo diplomatico americano e per lunghi anni dimenticata nei garages vaticani. Numerose anche le Mercedes e le Porsche. A rappresentare le inglesi ci sono Aston-Martin, Bentley, Humber, MG e Triumph. Curiosa la storia di una Jaguar EType coupè, sognata all’epoca degli esami di maturità, e fortunosamente ritrovata, proprio quella, trent’anni dopo.

Museo dei Pompieri

Il coraggio e il soccorso come valori etici
Firenze

Nel 2006, durante le manifestazioni organizzate per ricordare l’alluvione di Firenze del 1966, l’Associazione Gruppo Storico Vigili del Fuoco di Firenze decise di realizzare questo museo finalizzato alla ricerca e alla conservazione di materiali e mezzi che hanno fatto la storia del Corpo Nazionale ed in modo particolare la storia dei pompieri di Firenze.
Il Comando dei Vigili del Fuoco ha accolto con entusiasmo l’iniziativa ed ha messo a disposizione un’area dedicata dove sono stati raccolti a catalogati mezzi, divise, pubblicazioni, foto, strumenti e dispositivi di pronto soccorso. L’obiettivo della collezione è non dimenticare le innumerevoli operazioni di pronto intervento e trasmetterle alle generazioni più giovani come messaggio etico.
Fra i visitatori, sempre su appuntamento, molti appassionati e cittadini d’ogni età e tante scuole che hanno aderito al progetto ‘Pompieropoli’ per avvicinare i piccoli ed i loro genitori.

Galleria Storica Vigili del Fuoco

Fiamme di passione in Valchiavenna
Sondrio

Il museo è stato aperto nel 2006 e su una superficie espositiva di 830 mq si possono vedere veicoli antincendio e attrezzature di soccorso appartenuti al Corpo Nazionale Vigili del Fuoco e alle organizzazioni pompieristiche antecedenti, riferite a un arco temporale che va dalla seconda metà del XIX secolo agli anni Settanta del XX secolo. Vi si trovano esposti sedici veicoli a motore fra autopompe, mezzi fuoristrada, nove motopompe, sette carri a trazione meccanica, animale o umana, una barca e molta altra attrezzatura da soccorso come autorespiratori, estintori, strumenti da taglio, uniformi e numeroso materiale documentario relativo all’attività antincendio a livello locale e nazionale.
Il pezzo più rilevante è un’autopompa FIAT Brevetti risalente al 1908/1912 che, da ricerche effettuate, dovrebbe essere l’autopompa più antica esistente in Italia ed è, come molti altri mezzi presenti al museo, perfettamente funzionante. Da ammirare, notevole e unica del suo genere, una collezione di ben 96 modelli in grande scala, che ripercorre la dotazione di attrezzature e automezzi di soccorso italiani dal medioevo ai giorni nostri.
Il museo è aperto tutti i sabati dalle 15 alle 18 da maggio a ottobre.
Possibilità di visite guidate su prenotazione.

Officina Museo Ruote Celeri

Un luogo ideale per ricordare il Novecento
Noventa Vicentina (VI)

Ai piedi dei colli Euganei e dei colli Berici, questa collezione ripercorre un secolo di motorismo. I fondatori sono dediti a manutenzione, restauro, preparazione e customizzazione di auto e moto d’epoca, con un’interessante parentesi sui mezzi agricoli che hanno segnato la storia di una famiglia. Non per questo hanno trascurato la storia. All’interno è infatti presente una vasta raccolta di auto e moto d’epoca di diversi periodi storici ed alcuni mezzi agricoli. Non manca uno spazio d’accoglienza per i visitatori, che possono soffermarsi, visitare la collezione, progettare eventi in una cornice davvero seducente ed esclusiva perché l’ordine espositivo non è solo orizzontale, ma anche verticale, con auto e moto schierate in bella vista per accendere emozioni. Fra queste, una vasta gamma di moto d’epoca del Novecento, dai marchi italiani come Piaggio e Lambretta fino alle case giapponesi, inglesi e tedesche. La lettura di riviste e cataloghi su poltrone in pelle naturale rende la visita ancora più piacevole. E per giocare c’è perfino un calcetto. All’interno dell’officina-museo sono presenti veicoli d’epoca popolari e utilitari come la Volkswagen Maggiolino ed esclusivi come Lancia Flaminia GT Superleggera firmata Touring, insieme a mezzi di trasporto militari come il sidecar Bmw e diversi esemplari di Vespa e Lambretta calessino.