Museo del Mare MUMA

Dal galeone al sommergibile

Fra i vari mezzi a motore, i più difficili da scoprire e visitare sono probabilmente i sommergibili, sconosciuti ai più. Chi visita il ‘Museo del Mare’ di Genova può vivere questa insolita esperienza salendo a bordo del Nazario Sauro. La darsena dove è ormeggiato il Sauro costituisce il “fronte d’acqua” di questo museo. Nelle sale interne, che si sviluppano in un edificio di ben quattro piani, il visitatore entra in un contesto suggestivo con dipinti, carte nautiche medievali, atlanti, strumenti di bordo e modelli che lo invitano alla scoperta della storia del mare. Il museo abbraccia un periodo vastissimo: dal Medioevo all’Età contemporanea con una galea di oltre 40 metri rappresenta l’Età del remo, un brigantino l’Età della vela e la ricostruzione di diversi ambienti di un piroscafo testimoniano l’Età del vapore. Notevole il padiglione dedicato alle migrazioni. Malinconica e struggente la mostra permanente dedicata all’Andrea Doria, naufragata nel 1956. Inaugurato nel 2004 il museo sorge nel Palazzo Galata, il museo ospita molte sale interattive. Interessante anche la sezione dedicata ai transatlantici con simulazione di tempesta al largo di Capo Horn.

Museo della Barca Lariana

Il Museo della Barca Lariana, fondato nel 1982 all’interno di una filanda ottocentesca, raccoglie oltre 400 imbarcazioni e oggetti legati alla storia della navigazione sul Lago di Como. Lo spazio museale si sviluppa su quasi 5mila metri quadrati – con diverse sale di esposizione disposte su tre edifici, studiati per accogliere un patrimonio unico di circa 450 imbarcazioni tra barche a vela, motoscafi fuoribordo ed entrobordo, gondole, imbarcazioni tipiche lariane, motoscafi da corsa, vele, reti, remi, motori e altro materiale nautico, tutto rigorosamente d’epoca e originale. Notevole l’ edificio d’epoca che ospita le mostre tematiche: un ex opificio che rappresenta da solo un’interessante esempio di archeologia industriale di fine ‘800. Il fondatore Gian Alberto Zanoletti, grande appassionato di nautica,  ha voluto sviluppare un luogo che rappresenti un legame tra passato, presente e futuro raccontando il mondo della nautica, le sue imprese, i marchi che ne hanno fatto la storia, le sue imbarcazioni, la tecnologia, lo stile. Lo scopo del Museo Barca Lariana è quello di raccontare, attraverso la storia della nautica, il territorio della Regione Lombardia, ricco di storia e cultura. Ma non solo: raccontare di un legame inscindibile tra ingegno e creatività e ridare vita a un patrimonio unico al mondo.

Museo Civico della Navigazione Fluviale

Percorrendo la strada statale n. 16, in direzione di Padova o Monselice, si attraversa il paese diBattaglia Terme. Delimitata ad ovest dai Colli Euganei e ad est da un intreccio di corsi d’acqua che portano al mare, la cittadina si sviluppa lungo le rive dell’omonimo canale realizzato dai Padovani nel XIII secolo. Tutto a Battaglia è da sempre collegato ed in relazione con l’acqua. È stata, per secoli, al centro di una fitta rete di traffici e commerci che l’hanno resa un importante porto fluviale; il suo canale è stato solcato dai grandi burchi carichi di masegni (trachite) e granaglie destinati ai porti di Venezia e della laguna. L’acqua ha inoltre fornito l’energia necessaria per il funzionamento dei mulini, delle seghe, dei magli e dei folli della cartiera, i quali hanno reso Battaglia un importante e dinamico centro artigianale. Testimonianza di questa secolare vocazione industriale è il Museo Civico della Navigazione Fluviale. Situato al limite della Riviera Ortazzo, esso costituisce un unicum nel suo genere in quanto raccoglie al suo interno storie, materiali e ricordi di vita vissuta attraverso i quali si possono riscoprire tradizioni, pratiche e attività di un recente passato che non deve essere dimenticato. IlMuseo della Navigazione Fluviale è un vero e proprio percorso della memoria attraverso un mondo, quello della civiltà e della cultura dei barcari, che di Battaglia Terme e del territorio circostante è identità e storia. Grazie alla passione e alla disponibilità di alcuni ex barcari, che sin dal 1979 hanno raccolto numerosi reperti e preziosi documenti, e al recupero dell’ex macello come sede museale, viene offerta la possibilità di riscoprire una pagina delle tradizioni e della storia locale particolarmente significativa e ancora in parte inesplorata. In diverse aste fluviali l’abbandono della navigazione è cominciato in seguito alla costruzione delle reti ferroviarie ottocentesche e il declino è continuato nell’ultimo dopoguerra a causa della spietata concorrenza esercitata dal trasporto su gomma che ha reso inutili ed ingombranti le tradizionali imbarcazioni di legno, numerosissime sino al 1950. Ma per alcuni decenni auto e imbarcazioni convissero pacificamente, com’è dimostrato da alcune belle immagini (vedere Galleria Fotografica) con le auto caricate sulle chiatte. Il Museo di Battaglia vuole offrire un percorso di questo suggestivo mondo “perduto” del trasporto fluviale e lagunare dalle varie sfaccettature: dall’attività cantieristica, alla varietà dei tipi di imbarcazioni (sempre a fondo piatto); dai mezzi di propulsione, alla suggestiva ma faticosa vita di bordo; dai manufatti idraulici e la fitta rete di idrovie, all’arte della navigazione in acque interne.

Museo Mogam Modern Gallery of Arts and Motors

Museo di veicoli? Galleria d’arte moderna e contemporanea? Difficile definire la Modern Gallery of Arts and Motors, struttura che è stata creata a Catania. Accanto alle opere d’arte esposte ci sono delle splendide vetture. Il tutto immerso in un contesto molto piacevole. Sono ben 2000 i mq di superficie di questa struttura che “fonde” la passione per l’auto con quella per l’arte. Il tutto contenuto in un edificio immerso nel cuore di uno splendido parco, realizzato nel 1977 dal professor Ippolito Pizzetti, chiamata “la  villa in città”.

Oltre 30 vetture molto significative riescono ad esprimere l’alta scuola italiana in questo settore. Fanno parte di questa collezione diverse Ferrari (312 B2 F1, 166 F2, F40, 288 GTO ed Enzo) e Alfa ROMEO, Abarth, Lancia e Maserati. Non mancano le motociclette: MV, Agusta, Laverda e Ducati. Completano il“quadro” diversi motori e alcuni motoscafi d’epoca da competizione.

Opere d’arte su ruote esposte accanto a 100 esempi di bellezza: sculture e quadri realizzate da maestri come Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Mario Sironi e tanti altri artisti.

Molto interessante anche il “tributo” alla Targa Florio: numerosi cimeli raccontano la storia di questa bellissima competizione. Il visitatore si trova immerso nella sua atmosfera grazie ai libri, ai trofei, alle fotografie e molti altri oggetti. C’è anche una biblioteca, nella quale sono raccolti sia riviste sia libri che parlano d’arte e d’automobilismo.

Il MOGAM è presieduto da Riccardo Modica ed è diretto da Veronica Parasiliti. E’ patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania.

Museo del Mare

Un sommergile storico nel più bel museo del mare italiano. Il 26 novembre 2008, a Roma, presso la sede dello Stato Maggiore della Marina Militare Italiana a Palazzo Marina, è stato siglato il contratto di cessione dell’ex sommergibile S 518 “Nazario Sauro” al Museo del Mare di Genova.

Restaurato a La Spezia presso la Fincantieri per essere reso visitabile dal pubblico, è stato rimorchiato nel Porto Antico di Genova nei primi mesi del 2009 e sistemato presso la Calata Andalò Di Negro a fianco del Galata Museo del Mare ed è di fatto la sua prima nave storica galleggiante.

Il battello è il primo di una serie di otto, suddivisi in quattro sottoclassi, costruiti tra gli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta. L’S 518 “Nazario Sauro” presenta le seguenti caratteristiche: lunghezza 63,8 metri, larghezza (diametro) 6,8 metri, altezza alla “vela” 5,7 metri; propulsione elettrodiesel con 3 motori diesel Grandi Motori Trieste a 210.16.-NM HP per 3650 HP totali; propulsione su una sola elica a 7 pale mediante motore elettrico Magneti Marelli da 2,72 MW.

Dislocamento in emersione 1476 t.; in immersione 1630 t.; velocità: in emersione 12 nodi; in immersione 20 nodi; equipaggio: 49 uomini di cui 6 ufficiali. Armamento: 6 TLS (tubi lancia siluri) con 12 siluri A184 o 24 mine.

Museo della Marineria

Al Museo della Marineria di Cesenatico si può apprendere una parte della storia della navigazione e il progressivo passaggio dalla vela al motore. Oltre a una collezione di propulsori marini, ci sono anche motori d’aereo recuperati dal mare.

Le testimonianze storiche e della tradizione marinaresca vivono intrecciate con la realtà di Cesenatico. Le antiche barche a vela sono ormeggiate fianco a fianco con i moderni motopescherecci, che ritmano ancora con le loro uscite i tempi del Porto Canale, disegnato da Leonardo da Vinci, chiamato nel 1502 a suggerire interventi migliorativi all’approdo preesistente
e alla vecchia Pescheria (ancora attiva, si trova a pochi passi dal moderno Mercato all’ingrosso del pesce).

La parte più interessante, per gli appassionati di motorismo storico, è sicuramente la sezione dove sono esposti i propulsori utilizzati sulle imbarcazioni. L’adattamento del motore agli scafi tipici è visibile, per esempio, nel “mototòpo”. Il “topo”, tipica barca lagunare, veniva infatti utilizzato per la “portolata”, il trasporto a terra del pescato. Molti esemplari di questo scafo, privati dell’albero, venivano motorizzati con propulsori diesel.