Da vedere: Isotta Fraschini, Spa, Ceirano e altre 40 vetture dal 1909 agli anni ‘80
Museo BMW Tullo Pezzo
Un Museo con la BMW nel cuore
Vicino a Mantova auto e moto della Casa bavarese
La BMW come punto d’onore e come primo amore. E’ il filo conduttore del Museo BMW Tullo Pezzo di San Giorgio Bigarello di Mantova, dove la famiglia Pezzo porta avanti da lunghi anni la cura, il restauro, la conservazione e la vendita dei modelli firmati dalla casa tedesca. BMW è l’acronimo di Bayerische Motoren Werke (Fabbrica Bavarese di Motori) fondata a Monaco di Baviera nel 1917 per costruire motori aerei destinati all’impiego bellico nella Prima Guerra Mondiale. Appassionato ed esperto di aeronautica era anche Tullo Pezzo, che nel 1964 avviò la concessionaria BMW di San Giorgio Bigarello, una delle prime in Italia. Erano gli anni del cosiddetto “miracolo italiano”, della crescita verticale della nostra economia, con l’automobile destinata a diventare bene di massa e non a restare un privilegio per pochi. “Durante la Seconda Guerra Mondiale nostro padre aveva sviluppato una buona formazione tecnico-meccanica applicata ai motori aeronautici che si rivelerà preziosa negli anni a venire”, raccontano i figli Davide e Riccardo che insieme ai nipoti Nicolò e Edoardo, rappresentano la seconda e la terza generazione della famiglia. Piano piano, come spesso capita a chi ama il proprio lavoro, la memoria dei padri ha chiesto ai figli ed ai nipoti di essere rappresentata. Nel 2005 è nata così la bella collezione che annovera una ventina di auto e quindici moto, tutte restaurate con cura grazie a una squadra di sapienti artigiani. La prima auto riportata allo stato d’origine è stata una 326 del 1938, acquistata da Tullo Pezzo agli inizi degli anni Ottanta. Molto impegno ha richiesto anche la 335 cabrio del 1939 che ha sfilato al concorso di Villa d’Este nel 2012. “Siamo andati a caccia di molte auto vendute a clienti ed amici di papà, le abbiamo racquistate e sottoposte a meticolosi restauri. Molte hanno conquistato la Targa Oro dell’ASI”, raccontano i fratelli Pezzo. Fra le molte auto in esposizione ci sono la 3000CSI e la 2002TI del 1972, la M3 del 1987 e una rarissima Z8, costruita dal 1999 al 2002, e venduta in numero limitato. Altra auto particolare è la Isetta la famosa microvettura prodotta dalla casa italiana Iso di Bresso dal 1953 al 1956 e successivamente, su licenza, dalla BMW, dal 1955 al 1962. Ancor oggi è considerata la prima automobile al mondo prodotta in serie a basso consumo di carburante, costruita per favorire la mobilità di un mondo che voleva muoversi, conoscere, viaggiare.
Museo Gottard Park
Il museo è frutto dell’appassionata ricerca di Alfio Gottardo, grande studioso di meccanica e di tecnologia. La raccolta dei mezzi esposti è il frutto di questa sua attività. Centinaia di mezzi, attrezzature, macchine di tutte le epoche e di tutti i paesi del mondo sono esposti nel museo. La sua struttura, in parte all’aperto e in parte al chiuso, garantisce una visita in grado di appagare anche il visitatore più esigente. Vetture e motociclette, esposte al coperto, rappresentano uno dei punti forti della collezione. Visitare il Museo Gottardo Park è come accedere ad un’enorme enciclopedia della tecnologia e della meccanica in grado di appassionare adulti e bambini. Un’opportunità unica per imparare e capire dal vivo tante cose che sono descritte solo sui libri. Un’occasione per passare una giornata all’insegna della cultura e dell’istruzione. Aerei e elicotteri, armi, autocarri e camion, automobili, locomotive, mezzi agricoli, moto, nautica, veicoli vari. Tra le particolarità anche il motore sezionato di un carro armato Sherman, un trattore ferroviario, spazzaneve a doppia cabina, un mezzo sminatore e un distributore di benzina del 1900.
Collezione Graziano
Un piccolo oliatore in stagno chiuso in una teca di vetro. Giuseppe Graziano, classe 1946, non ha dubbi. E’ quello l’oggetto più vecchio di tutta la sua collezione, definita anche “Museo del progresso”. Una raccolta che narra la storia della più grande industria italiana senza includere al suo interno nessuna vettura.
L’impostazione che questo vivace imprenditore nel campo metalmeccanico ha voluto dare al suo interessantissimo museo permette al visitatore di “vivere” gli aspetti meno conosciuti della Fabbrica Italiana Automobili Torino. Un mondo fatto di colonie estive per i figli dei dipendenti, di penne, orologi, lavatrici, frigoriferi, scatole metalliche di cioccolatini, tazze, bottiglie, spille, lettere e molti altri oggetti accumunati dall’avere impresso il logo della Fiat. Pezzo assolutamente unico è anche la taglierina utilizzata per tagliare i pezzi di legni necessari per fare i modelli, che ha impressa sulla sua base la scritta Juventus, oggetto che evidenzia il legame tra l’azienda e la squadra di calcio.
Piccole cose dietro alle quali si cela in molti casi la vita di migliaia di persone che hanno trascorso la loro vita lavorativa nella grande fabbrica torinese. La chiave d’accesso per questo mondo è Giuseppe Graziano, imprenditore di successo nel campo dei tiranti dei cambi per veicoli commerciali e agricoli.
Collezione Blu
Nel blu dipinto di blu è la colonna sonora perfetta per questa bella collezione costruita con amore da un imprenditore veneto, che ha scelto il colore blu come nota dominante della sua superba raccolta. Ecco allora Ferrari 330 GTC, 246 GTS, F355, Fiat Dino Spider, Fiat 130 Coupè, Lancia Aprilia Cabriolet, Maserati, Porsche, Alfa e tante altre bellissime granturismo tutte in livrea da gran sera: il blu.
Eccezionale il fatto che tutte le auto di questa collezione abbiano ottenuto la ‘Targa Oro’ dell’Automotoclub Storico Italiano, massimo riconoscimento per le auto d’epoca.
Va detto che la passione di questo collezionista ha concesso nel tempo qualche eccezione alla regola. Ecco allora -ben schierate e perfettamente tirate a lucido- un’Alfa 1900 Touring Superleggera verde, una Giulia e una Giulietta bianche e una simpatica Fiat 500C Topolino giardinetta legno color faggio metallizzato. Tutte splendide anche senza il colore blu.
Il Vittoriale degli Italiani
Il Vittoriale degli Italiani è la cittadella monumentale costruita a Gardone Riviera (BS) sulle rive del lago di Garda dal poeta Gabriele d’Annunzio assieme all’architetto Giancarlo Maroni.
Si tratta di un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini, e corsi d’acqua. Venne eretto a memoria della sua “vita inimitabile” e delle imprese degli Italiani durante la prima guerra mondiale. Gli appassionati di storia possono trovare traccia della grande passione del “vate” per le imprese compiute a bordo dei più svariati mezzi.
Appeso alla cupola dell’auditorium del Vittoriale l’aereo SVA è uno dei cimeli più sorprendenti del Vittoriale. E’ l’aereo, guidato dal pilota Natale Palli, sul quale d’Annunzio nel ruolo di osservatore compì il 9 agosto 1918 compì la straordinaria impresa del volo su Vienna. La capitale dell’Impero nemico fu sommersa da volantini tricolori lanciati da d’Annunzio e che invitavano gli austriaci alla resa
La Fiat Tipo 4 è l’autovettura con la quale Gabriele d’Annunzio entra a Fiume il 12 settembre 1919 alla testa di un migliaio di legionari. Terminata tragicamente l’esperienza di Fiume il poeta si trasferisce a Gardone Riviera e fra i cimeli che vuole portare con se anche l’autovettura sui cui sportelli fa apporre lo stemma della Madonna di Loreto, protettrice degli aviatori, disegnato dall’artista triestino Guido Marussig
Arrivata al Vittoriale negli anni ’30, la Torpedo Isotta Fraschini è l’ultima delle numerose autovetture possedute da Gabriele d’Annunzio. Il colore blu della carrozzeria e rosso degli interni richiamano quelli del gonfalone di Principe di Montenevoso, titolo nobiliare del quale il poeta venne insignito nel 1924.
Non mancano le imbarcazioni: il MAS 96 è il motoscafo bordo del quale d’Annunzio nel febbraio del 1918 entrò nella rada di Buccari gettando nelle acque nemiche un audace messaggio di sfida. Il MAS venne poi donato al poeta durante il suo soggiorno a Gardone Riviera. Custodito nella Torre-Darsena, e ancora armato, veniva utilizzato dal poeta come imbarcazione da diporto.
Regia Nave Puglia è la nave sulla quale morì eroicamente Tommaso Gulli nelle acque di Spalato. Negli anni ’20 la nave, destinata al disarmo, venne donata dall’allora Ministro della Marina Thaon di Revel a d’Annunzio che la fece smontare nei cantieri di La Spezia, trasportare la prua fino al lago di Garda e rimontarla nel Parco del Vittoriale incastonandola sul fianco della montagna.
Collezione Giorgetto e Fabrizio Giugiaro
La collezione Giorgetto e Fabrizio Giugiaro è situata a Moncalieri, a pochi chilometri da Torino, ospitata in un’area dedicata all’interno di GFG Style, centro stile avanzato fondato dai due designer nel 2015.
La storia di Giorgetto e Fabrizio Giugiaro è legata a delle vere e proprie pietre miliari del design automobilistico.
I Giugiaro sono stati protagonisti indiscussi del design industriale, creando oltre 300 modelli iconici che si sono trasformati in più di 60 milioni di vetture circolanti nel mondo per oltre 70 marchi, come Alfa Romeo, Maserati, Volkswagen, Fiat, Hyundai, Bugatti, BMW e molti altri.
Le auto che fanno parte della collezione non sono solo degli oggetti, ma dei pezzi di storia che raccontano l’evoluzione del design automobilistico decade dopo decade, dal boom economico degli anni Sessanta a oggi. Dall’introduzione di forme più aerodinamiche negli anni ’60 (i primi progetti realizzati presso Bertone e Ghia), fino all’adozione di linee più moderne e innovative (con il marchio GFG Style), ogni vettura rispecchia un certo periodo storico, ma ancora di più mostra la propensione a proiettarsi costantemente nel futuro, immaginando, anzi favorendo, l’evoluzione del design.
Si passa dalle iconiche vetture di serie note in tutto il mondo agli esperimenti futuristici e ai prototipi che sembrano tuttora arrivare dal futuro. Ogni pezzo è un’espressione diversa dell’ingegno di Giorgetto e Fabrizio, nato per rispondere a sfide che di volta in volta coinvolgevano ricerche su forme, meccaniche o materiali, così come un esempio di come la loro visione abbia cambiato la storia e la percezione pubblica dell’automobile nel corso dei decenni.
La collezione Giorgetto e Fabrizio Giugiaro vanta una quarantina di automobili e si è sviluppata “spontaneamente” nel corso degli anni. Si compone non solo di vetture di serie ma anche e soprattutto di esemplari rari quando non unici, raramente visibili al pubblico, come prototipi, one-off e modelli di stile.
Collezione Alfa Mottini
Una vita per l’Alfa Romeo
Marco Mottini di Novara, classe 1965, ha l’Alfa Romeo nel DNA fin da bambino. Gli trasmette la passione il padre che non si accontenta di parlargli di belle automobili ma gli insegna, quando ha solo nove anni, a guidare l’auto di famiglia, un’elegante 1750 berlina. Era inevitabile che la passione Alfa si impadronisse di quel bimbo che, a soli dieci anni, acquista il primo numero di ‘Quattroruote’ e inizia a tappezzare le pareti della sua cameretta con modellini in scala 1/43. Si aggiungono, nel tempo, cataloghi, depliants, oggettistica di vario tipo, gadget molto rari, documentazione fotografica, libri, monografie, orologi, giocattoli, perfino i bottoni delle guardie di Arese, ovviamente tutto con il marchio del Biscione. Quando, intorno ai trent’anni, il lavoro gli permette di acquistare anche Giulia, 1750, 75, e tante altre, lo spazio non basta più e Mottini riempie addirittura un capannone per raccogliere e custodire la sua bella Collezione, che ricorda un po’ le vecchie officine, dove era piacevole intrattenersi. Mottino è sempre lieto di condividere con gli alfisti di mezza Europa che vengono a trovarlo emozioni e competenze, grazie alle quali ha guidato per anni la Commissione Tecnica Nazionale Auto dell’Automotoclub Storico Italiano ed oggi occupa la vicepresidenza del Registro Mille Miglia.
Museo Fratelli Cozzi
Un legame tra il passato e il presente. Un modo per dare un significato pratico ad una celebre frase di Orazio Satta Puliga, progettista Alfa Romeo che con poche parole ha definito perfettamente cosa significa essere “alfisti”.
La collezione di vetture storiche Alfa Romeo della concessionaria Fratelli Cozzi di Legnano riesce perfettamente a far percepire quali sono i “dogmi” del celebre marchio italiano. E lo fa in modo elegante, preciso e definito. La strategia con la quale Pietro Cozzi ha raccolto 60 vetture realizzate dal 1950 ad oggi è stata scientifica. Una procedura iniziata nel 1960, quando l’imprenditore lombardo ritira una Giulietta TI gialla di proprietà di un cliente. A questa segue una malridotta 1900 super che era stata di Vittorio Gassman, poi barattata con un modello uguale. Un’iniziativa poi resa più efficace dal reperimento delle vetture che sono andata a colmare le “caselle vuote” di questa bella collezione. Una metodologia che ha portato alla realizzazione di una delle più belle collezioni di vetture Alfa Romeo esistenti al mondo.
Ad aver spinto Pietro Cozzi a dare vita a questa realtà è la sua passione per il lavoro. “Le vetture che ho raccolto – dice – rappresentavano la storia della mia vita e del mio lavoro. Ho deciso di raccontarla attraverso le loro linee”.
La dedizione per il marchio è testimoniata dalla data nella quale la concessionaria ha incominciato a commercializzare vetture Alfa Romeo: 1955. In quell’anno viene infatti inaugurato il “Garage Castello”, un’officina d’assistenza situata nell’omonima via a Legnano (è stata la prima nella provincia di Milano).
Ecco la brochure del Museo Fratelli Cozzi per ….. lasciarsi guidare.
Galleria della Locomozione Storica di Rivarolo Canavese
La galleria delle locomozione storia – museo delle automobili- di Rivarolo Canavese è nata il 15 dicembre 2008 nell’area ex Cotonificio Valle di Susa, negli spazi concessi dalla Città di Rivarolo Canavese attraverso Rivarolo Futura, la società di gestione dell’area fiere della città. Occupa 1600 dei 2700 mq di uno dei vecchi loft dismessi ed ormai riconvertiti in un polo di sviluppo commerciale e di servizi.
Fanno parte della collezione 30 splendide auto, quasi tutte anteguerra: dalla De Dion del 1899 alla Bianchi del 1937. Una bella panoramica sulla produzione degli anni ’20 e ’30 che ha un occhio di riguardo alle grandi marche italiane. Tante motociclette costruite dal 1912 agli anni ’50, modelli da corsa e le “SAETTA” (costruite a Forno Canavese negli anni ’30). Completa il settore motociclistico anche una bel numero di Vespa. L’esposizione delle due ruote comprende anche una raccolta di biciclette.
La Galleria della Locomozione Storica è sicuramente uno dei primi esempi in Italia di collaborazione diretta tra collezionisti e amministrazione pubblica, ed è stata realizzata grazie al contributo dei Soci, della Fondazione CRT e con il patrocinio di Confindustria del Canavese attraverso il suo Comitato Piccola Industria.
Sulla stessa area complessiva c’è anche la struttura espositiva stabile della Fiera del Canavese, un Teatro da 350 posti, una sala conferenze da 150 posti, un’altra più piccola da 40 posti all’interno del museo stesso. Spazi che rendono possibile l’ organizzazione di eventi nella struttura.
La galleria continua ad aumentare la sua collezione: recentemente è arrivata una splendida Fiat 125 del 1968. Al museo si affianca ad altre ammiraglie, una Cadillac del ’69 e ad una Fiat 2300 del ’68. L’auto è in perfetta efficienza ed in ottimo stato di conservazione e potrà infatti anche essere utilizzata come vettura di appoggio del museo nelle manifestazioni, ricordando che la “GLS” ha sempre l’anima di “museo itinerante”.