Museo delle Macchine di Leonardo

Il genio di Leonardo Da Vinci, uno dei grandi inventori italiani che forse per primo intuì l’esigenza dell’uomo della locomozione e del superamento delle distanze per avvicinare popoli e culture, è celebrato in questo originale museo campano che espone 20 riproduzioni tematiche tratte dai disegni delle ‘Macchine di Leonardo’ riguardanti gli elementi vitali quali Acqua, Terra, Fuoco e Aria.

Collezione Filippetti

Questa esposizione permanente è dedicata alla memoria di Goliardo Filippetti che aprì la sua prima officina nel 1946, negli anni duri del Dopoguerra. Questo grande appassionato diventerà poi concessionario Benelli e Motobi nella zona di Narni. Per lunghi anni nella sua officina sono state preparate molte moto da competizione che si cimentavano nel Campionato Italiano di Velocità sui circuiti stradali di Camerino, Senigallia, Terni. La frequentazione  di campioni del calibro di Liberati, Masetti, Provini, Venturi e Mendogni, unitamente alla sua grande passione e competenza specifica, ha permesso a Filippetti di mettere insieme una bella raccolta  all’interno della quali gli esemplari più significativi sono, relativamente al periodo 1900-1920, Moto Revè, Moto Sacoche, Frera, BSA, Triumph, per il successivo periodo compreso dal 1920 al 1930 Mas, Aja e Zundap, per il periodo dal 1930 al 1945 Moto Sertum, Benelli, Guzzi, Nsu, Gilera, Bsa, Astra, Simplex e infine per il periodo dal Dopoguerra fino agli Sessanta, Motobi, Demm, Laverda, Parilla. Complessivamente le moto raccolte da Goliardo Filippetti sono una sessantina, alle quali vanno aggiunti diversi ciclomotori degli anni Settanta.

Museo Giannini

Nel cuore di Latina un suggestivo contenitore di memoria e ricordi realizzato da Luigi Ferdinando Giannini. Fra le particolarità dell’esposizione l’officina di elettrauto del ‘900, il primo velocipede e la bici dei Bersaglieri, moto, automobili e, fra tutte, la Fiat 1500 cabriolet del 1937, esemplare unico, realizzato dalla Pininfarina per Benito Mussolini che successivamente la donò al figlio Bruno. In esposizione anche telegrafi, radioregistratori, TV, grammofoni, lanterne magiche, proiettori macchine e accessori per la fotografia, macchine calcolatrici, da scrivere, per cucire, monete, oggetti d’avorio, francobolli, apparecchi per la chirurgia e tanto altro ancora.

Museo della Lambretta Carlo Miniero

Questa bella raccolta dedicata al marchio Innocenti Lambretta propone un’interessante retrospettiva di scooter prodotti a Lambrate, partendo dal rarissimo modello A del 1948 fino ad arrivare dall’elegante e sinuoso ‘Lui’ disegnato da Bertone e così attraversando l’intera storia della Lambretta, lo scooter per antonomasia insieme alla Vespa che nella seconda metà del Novecento contribuì a motorizzare il nostro Paese. La collezione Miniero annovera anche una ricca dote di pubblicazione tematiche, riviste, libri, cataloghi, foto.

Museo Forze Armate

A Montecchio, vicino a Vicenza, la città veneta che ospita la base americana della Caserma Ederle, ha sede un interessante museo dedicato ai mezzi militari italiani, tedeschi ed americani utilizzati nella prima e nella seconda guerra mondiale. Un libro di storia vivente ed appassionante per documentare la cruda realtà dei conflitti. Numerosi documenti storici. Presente in questa struttura anche una cineteca con pellicole e documentari rarissimi. Plastici e ricostruzioni di scene di guerra.

Museo Dune, Monza

Raccoglie la storia della produzione di Yamaha attraverso 80 esemplari da fuoristrada, con particolare attenzione ai raid africani come Parigi-Dakar, Rally dei Faraoni, Incas Rally, Atlas Rally e molti altri. Alcune moto sono in stato d’origine, altri restaurati completamente, altri ancora sottoposti ad un meticoloso restauro conservativo. Notevole la documentazione tecnica e storica sulla partecipazione Yamaha a queste impegnative prove di durata. L’arco di tempo al quale li moto si riferiscono è compreso fra gli anni Sessanta e il Duemila. Il primo italiano a tagliare il traguardo di Dakar fu Andrea Balestrieri nell’edizione del 1983, in sella ad una XT550, e anche questo modello fa bella mostra al Museo Dune, insieme a quelli pilotati da tanti altri centauri che onorarono con le loro imprese il nostro Paese in questa selettiva prova internazionale. L’area espositiva si sviluppa su due piani ed è nata dalla passione di Angelo Caprotti e Filippo Colombo, entrambi collaboratori dell’importatore italiano Belgarda di Lesmo, da dove riecheggia spesso il suono delle auto e delle moto che sfrecciano sulla pista di Monza.

Museo ARST Cagliari Monserrato

Il Museo delle Ferrovie della Sardegna è un museo ferroviario situato a Monserrato, nei pressi della locale stazione ferroviaria e dei depositi ferroviari dell’ARST. Inaugurato il 12 dicembre 1996 su iniziativa dell’Ente sardo industrie turistiche (ESIT), è dotato di una superficie espositiva di circa 1000 , e contiene numerosi reperti relativi alla storia delle ferrovie secondarie in Sardegna. Il museo è suddiviso per aree: la prima comprende una sezione dedicata al materiale relativo alla fase di costruzione delle linee ferroviarie a scartamento ridotto della Sardegna. Una seconda area è dedicata al lavoro, agli utensili e ai macchinari impiegati nelle officine, mentre un’altra riguarda il funzionamento delle stazioni d’epoca, con le attrezzature utilizzate dai capistazione, oltre ai quadri orari e altra documentazione affine. Una quarta sezione riguarda l’area in cui è ospitato il materiale rotabile storico del museo: qui oltre a progetti, parti di vecchi rotabili e altro materiale, sono custodite le locomotive a vapore Winterthur 43 Goito del 1893 e Reggiane FCS 402 del 1931, oltre ad alcune carrozze d’epoca (tra cui le Bauchiero del 1911), utilizzate anche dai convogli storici del Trenino Verde. Proprio per questo motivo gli edifici del museo sono collegati al fascio binari del piazzale depositi della stazione.

Museo della Stazione di Tempio Pausania (OT)

La stazione museo di Tempio è una stazione ferroviaria al servizio del comune di Tempio Pausania, posta lungo la ferrovia Sassari-Tempio-Palau, utilizzata per i servizi turistici legati al Trenino Verde.  Nell’officina di stazione sono conservati rotabili storici e antichi macchinari d’officina, visitabili su richiesta. La stazione di Tempio Pausania è contemporanea della tardiva inaugurazione della ferrovia Sassari-Tempio risalente al 1931. Basato sul tradizionale modello della stazione di transito che rivolge il fronte principale all’abitato e si colloca parallelamente ai binari, l’edificio ha un prospetto scandito simmetricamente da cornici e aperture in perfetta corrispondenza con quello verso la strada ferrata, completato da una bella pensilina in ferro. La cura dei dettagli è evidente nell’uso dei mattoni in contrasto con l’intonaco e le parti strutturali in granito, nei dipinti delle lunette e nelle fasce geometriche che sottolineano le pareti, nelle scritte di servizio, negli arredi purtroppo non integralmente conservati.  È particolarmente importante la parte decorativa di Giuseppe Biasi, che eseguì le pitture per l’interno tra il settembre e l’ottobre 1931. I dipinti, in parte perduti, rappresentano scene di vita campestre, destinate alle pareti dell’atrio e a momenti di vita quotidiana per la sala d’aspetto di prima classe: tutti sono caratterizzati da ampie stesure di colore, sia cupo, sia vivace e brillante.

Museo ferroviario di Bronte (CT)

Nel 2016 nel deposito locomotive della Stazione di Bron­te è stato inaugu­rato dalla Ferrovia Cir­cum­et­nea uno spazio espositivo dei suoi ro­ta­bili storici. Un piccolo museo con locomotive e littorine pro­prio per rievocare la storia di questa Ferrovia e raccon­ta­re anche un pezzo di storia della zona Etnea. Ci sono le automotrici, dette «littorine» che per decenni hanno portato su e giù dall’Etna mi­lioni di pen­dolari e c’è la storica locomotiva a vapore del 1895, la N. 10 «Mascali» ribattezzata dai viaggia­tori “a Caffit­te­ra”, che ha trainato carri e vagoni con merci di tutti i tipi: legname pregiato e tra­versine ferroviarie lavorate nella seghe­ria della Ducea Nelson e tonnellate di pistacchi e mandorle, frutta, ortaggi, vini, prodotti  nelle verdi vallate dell’Etna e spe­diti a Catania o a Giarre per essere vendute nei mer­cati dell’isola o imbarcate verso rotte lon­tane. Non c’è possibilità di prenotare, né di telefonare preventivamente. Occorre recarsi in loco e chiedere al capostazione (compatibilmente coi suoi impegni) di poter effettuare una visita.

Museo del treno di Villarosa (EN)

Treno Museo dell’Arte Mineraria, Civiltà Contadina, Ferroviaria e dell’Emigrazione.

Gran parte degli oggetti custoditi presso il Treno Museo di Villarosa sono stati meticolosamente recuperati e restaurati in prima persona dal Capo Stazione, nonchè presidente, Primo David, al quale va il merito di aver allestito un vero e proprio museo all’interno di un treno (unico nel suo stile in Europa), trasformando di fatto un luogo di oblìo in un luogo di memoria per non scordare il dolore e la sofferenza dell’emigrazione, oltre alle atrocità della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale. A tal proposito, i vagoni merci allestiti a Museo, viaggiavano in composizione ad un treno che veniva usato dai nazisti nel 1943 per deportare gli ebrei da Roma a Trieste, presso la Risiera di San Saba, che fu l’unico campo di concentramento in Italia con annessi forni crematori, oggi monumento nazionale. La catalogazione di tutto il materiale museale è stata effettuata dalla  Sovrintendenza ai Beni Culturali di Enna, Sezione Etnoantropologica.