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Descrizione

Un museo non tradizionale voluto fortemente da Luciano Nicolis che si trova  a Villafranca di Verona. Il museo racconta, attraverso centinaia di automobili, motociclette e biciclette, l’evoluzione dei mezzi di trasporto degli ultimi due secoli. Ma c’è molto di più in questo Museo-non-Museo: macchine fotografiche e per scrivere, strumenti musicali, oggetti introvabili.

La storia di questo museo è piena di passione, determinazione, impegno e abnegazione per la realizzazione del sogno di un uomo, Luciano Nicolis, che fin da bambino ha coltivato il suo interesse per la meccanica, sviluppando uno spiccato talento per macchinari e ingranaggi e imparando a montare e smontare, far funzionare, rimettere in moto e ricostruire. Il sogno si è concretizzato il 9 settembre 2000, anno in cui fu inaugurato il Museo Nicolis dell’Auto – della Tecnica – della Meccanica, che accoglie esemplari rari e unici d’auto, biciclette e motociclette, che lo stesso fondatore ha raccolto in giro per il mondo e ha ricondotto al loro originario splendore grazie ad interventi di restauro da lui stesso operati, con pazienza e minuziosità.

Situato a Villafranca, alle porte di Verona, in una zona di forte sviluppo industriale, il Museo è allestito in una struttura di notevole impatto visivo. L’edificio, in vetro e acciaio, avveniristico, tecnologico e metropolitano, crea un contrasto indubbiamente affascinante con “le antichità” in esso contenute.

La collezione del Museo è molto ricca: 100 automobili, 100 motociclette e altrettante biciclette, ma si contano anche 400 macchine fotografiche, decine di macchine per scrivere e strumenti musicali, ad ulteriore conferma della passione del fondatore per gli oggetti e le realizzazioni meccaniche, che testimoniano l’avanzamento del progresso tecnologico.

Il rigoroso criterio espositivo delle automobili permette ai visitatori una lettura a più livelli. Partendo dai dati tecnici si può giungere fino ad informazioni di carattere storico e di costume. Il percorso inizia con la presentazione della “Motrice Pia”, creata dall’inventore veronese Enrico Bernardi nel 1882, quasi contemporaneamente al suo antagonista tedesco Benz, e prosegue con la leggendaria Isotta Fraschini, icona di un’epoca in cui viaggiare costituiva un lusso e l’auto era soprattutto comoda, con il modello unico di Lancia Astura, costruito per Luigi Villoresi, di concezione radicalmente opposta: grintosa, sportiva, emblema del brivido e della velocità, incontrastata protagonista delle rievocazioni storiche; ma ancora Oldsmobile, Alfa Romeo, Ford, Ansaldo, Diatto, Fiat, per compiere, a bordo delle vetture rappresentative di questi prestigiosi marchi, una suggestiva panoramica sugli stili di vita dei due secoli contemplati.

Il Museo Nicolis vanta, inoltre, una cospicua sezione culturale che propone una serie di iniziative volte a rilevare le connessioni tra i mezzi di trasporto e il costume, tra tecnologia e storia, tra passato e futuro. È operativo anche un book shop fornito di testi specifici e qualificati relativi ai marchi, ai modelli, ai protagonisti del mondo dell’auto, della moto e della bicicletta.

La struttura ha da tempo avviato una collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado, elaborando sezioni didattiche speciali, in collaborazione con gli insegnanti, per aiutare i ragazzi a ripercorrere la storia dei mezzi di trasporto. L’impegno in ambito educativo è confermato dalla promozione di corsi esclusivi di educazione stradale che, tramite il linguaggio dei videogiochi, rendono più agevole e divertente l’apprendimento delle regole della corretta educazione stradale.

Accanto alla struttura espositiva, è stata realizzata un’area dedicata interamente ad incontri di lavoro, riunioni ed eventi. Si tratta del “meeting centre”, dotato delle più moderne tecnologie, ampio e confortevole, ma collocato all’interno di un ricettacolo di cultura. L’esterno vanta un vasto spazio multifunzionale che, attraverso ampie vetrate, si affaccia sulla terrazza panoramica, dalla quale è possibile ammirare i velivoli storici che arricchiscono la collezione del Museo.

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