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Descrizione

La Lamborghini ama mettere in bell’evidenza le sue scommesse. Lo fa in un modo diretto, visibile come un lampo nella notte. Colpisce, avvicinandosi al fabbricato della famosa fabbrica di automobili di Sant’Agata Bolognese, la visibilità che l’azienda emiliana ha voluto dare al suo museo. Un po’ come se si volesse delicatamente “obbligare” il visitatore (o il possibile compratore dell’ultimo modello) a una visita prima di assaporare le ultime creazioni della Casa.

A parlare per Ferruccio sono le sue creazioni. L’eccelso anello tecnico/umano tra il sanguineo fondatore della Lamborghini e le “Lambo” di ogni epoca è anche  Valentino Balboni (mitico collaudatore della Casa), già “raccontato” da “La Manovella” sul numero di settembre 2011.

Visitato in sua compagnia, il museo perde le sue abituali dimensioni fisiche. Si entra nel mondo Lamborghini, fatto di potenza, velocità e sana grinta emiliana. La prima vettura esposta è una 350 GT, frutto della sfida lanciata da Ferruccio Lamborghini ad Enzo Ferrari.

Dopo queste due creazioni l’azienda inizia a scegliere nomi di tori per le vetture.

Uno spazio d’onore nel museo è riservato ad una splendida Miura color oro.

Camminando nel museo si incontrano altre pietre miliari della storia della Lamborghini, come la Jarama (2+2) e la Espada a 4 posti. Per tornare a respirare l’aria dei “due posti secchi” occorre parlare della Urraco, prima vettura Lamborghini con propulsore a 8 cilindri.

Della storia “recente” della Lamborghini fanno parte modelli come la LM002, la Countach e la Diablo. Le emozioni della trazione posteriore possono però essere ancora “assaggiate” dai clienti. Occorre ricordare che la Lamborghini ha introdotto nel listino un modello non a trazione integrale: è la Gallardo LP 550-2 (nelle versioni coupè e spyder). Le preferite dai clienti amanti del sovrasterzo.

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