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Descrizione

Ci sono nomi che evocano emozioni. Buonfornello, Cerda, Collesano, Bivio Polizzi e Campofelice sono parole magiche per molti appassionati, scolpiti nella memoria sportiva dei cultori della Targa Florio. Uno di questi è sicuramente Antonino Venturella, un “figlio d’arte” della memoria storica perché anche suo padre Ernesto era un cultore profondamente appassionato della corsa siciliana. E lui, Antonino, continua con il passaggio del testimone alle generazioni più giovani. “Quando vengono gli studenti e scoprono nelle sale del museo decine, centinaia di riviste di tutto il mondo che parlano del nostro paesello, chiedo loro: ‘Secondo voi a chi deve tanta notorietà un centro rurale come Campofelice? Alla Targa Florio dell’epopea storica’”.  Così, orgoglioso delle sue radici, Venturella ha raccolto per vent’anni ogni genere di documenti, fotografie, riviste, modelli, trofei oltre a centinaia di libri, più di 400, una vasta produzione editoriale proveniente dal mondo intero che dà la misura delle emozioni suscitate in ogni dove dalla gara siciliana. Forse solo Enzo Ferrari è riuscito a conquistare tanti titoli e volumi. Va ricordato che Campofelice di Roccella  era la meta preferita di giornalisti e fotografi come Denis Jenkinson e Geoffrey Goddard che apprezzavano molto il tratto misto all’interno dell’abitato che culminava con il curvone di Piazza Garibaldi  Eccezionale la raccolta di manifesti originali e di grande effetto il gigantesco piano inclinato di diversi metri quadrati con tante piastrelle in ceramica commemorative per ogni edizione della corsa. Il colpo d’occhio è davvero notevole perché ogni tessera di questo gigantesco mosaico riporta l’anno, i nomi dei vincitori, il profilo dell’auto, la lunghezza del percorso e il tempo impiegato. A queste si aggiungono centinaia di foto autografate, tute, documenti storici. Come la lettera dell’allora ministro Mariano Rumor che il 15 giugno 1973 concede a Giovanni Russo una speciale benemerenza. Cos’era capitato? La Lola T12 di Alain De Cadenet era finita fuori strada nel tratto più veloce della Targa, il lungo rettilineo di Buonfornello. Russo corre per salvarlo perché la macchina brucia. Gli salverà la vita. E Rumor scrive “per essere accorso prontamente riuscendo così a trarre in salvo il pilota”. Commovente la lettera della famiglia di Leo Kinnunen, recordman nel 1970 su Porsche 908. A Venturella, che aveva chiesto una sua testimonianza per il museo, la figlia risponde “Papà sta male, non può scrivere, ma siamo orgogliosi di inviare un suo ritratto per il vostro museo”.

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